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domenica 26 ottobre 2008

Rinite

Ci sono un certo numero di siti che tengo d' occhio sul fronte della propaganda antiscientifica.

E uno di questi è sempre quello del buon vecchio apologeta Rino Cammilleri.

Ricordiamo prima cos'è l'apologetica, perché faccio ancora fatica a crederci io stesso.

Da Wikipedia:
È detta apologetica quella parte della teologia che ha lo scopo di verificare e difendere razionalmente la credibilità della fede dimostrando l’origine divina della Rivelazione cristiana. Si distingue dalla apologia, che è la difesa di un particolare argomento, avvenimento o individuo: alcuni studiosi, vista la somiglianza fra i due termini, hanno proposto di sostituire il termine “apologetica” con locuzioni qualiprove cristiane o difesa della religione cristiana, per evitare qualsiasi confusione. L’apologetica argomenta a partire dalla ragione naturale per dimostrare in modo universale l’insieme della religione cattolica provando che essa dipende da una rivelazione soprannaturale.

Ecco qualche strumento che non può mancare nel bagaglio dell' apologeta.





 


Da un po' di tempo non andavo sul sito di Rino poichè all' indirizzo http://www.rinocammilleri.it, il mio browser rispondeva così:


 




[caption id="attachment_314" align="aligncenter" width="500" caption=""Satana è dappertutto!" Padre Livio Fanzaga"]Satana ha giocato un tiro mancino[/caption]

 

Cercando però in google la pagina del sito che mi interessava, cioè gli Antidoti di Rino Camilleri, ed entrandoci attraverso il motore di ricerca, non avevo nessun avviso.

A vostro rischio e pericolo:

http://www.rinocammilleri.it/beyondengine/frontend/exec.php?id_folder=14

Così mi è subito caduto l'occhio su un Antidoto che aveva come titolo un passo delle Scritture: avevo praticamente la garanzia che Rino mi avrebbe strappato una sonora risata. 

Copio pari pari tutto l'antidoto. Come al solito, le note in rosso sono mie.
(Gv 18, 22)

Non c’è mai stata una volta che non abbia dovuto scontrarmi con qualcuno (Per il volere del Signore degli Eserciti). Mi riferisco alle situazioni in cui, alla radio o in incontri pubblici, sono stato invitato a esporre un punto di vista diverso su questioni spinose della storia del cristianesimo come Inquisizione, Crociate, processo di Galileo eccetera. Quasi sempre i contestatori erano cattolicissimi, gente “impegnata” in parrocchia o in iniziative curiali. Notare che le «leggende nere» sulla storia della Chiesa ci accompagnano fin dalle elementari.  (Leggende 'sta cippa. Il Malleus Maleficarum non è il Necronomicon, cioè non è un libro "leggendario". Veniva usato REALMENTE come manuale nei processi per stregoneria. Il che equivale a dire che codificava la tortura, in modo che in tutta Europa le persone, sopratutto giovani donne, venissero torturate nello stesso modo. E chi è che accese la miccia della caccia alle streghe? Innocenzo VIII. Chi era? Un Papa)       Dunque, almeno per non annoiarsi, costoro avrebbero dovuto gradire un racconto (favola) –una volta tanto- differente. Oppure, se quanto andavano sentendo non era loro gradito, alzarsi e andarsene. Anzi, non venire proprio, come faccio io quando, per esempio, apprendo dai manifesti che in tal sala andrà in scena Dario Fo o Sabrina Guzzanti. Invece, no. Restano fino in fondo, poi si alzano e contestano, quasi sempre in modo villano (esempi?).

ATTENZIONE AI NAVIGANTI! Sta per partire la fase: "Lei non sa chi sono io"

Ovviamente, dal basso della loro ignoranza, visto che tutta la loro erudizione in merito è tratta dal sussidiario.

magari www.ilsussidiario.net che non manca mai di omaggiarci di perle di anti-Darwin:

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=2021


http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=6010

AI POSTI? VIA!

E pur avendo di fronte non un oscuro pincopallino ma un autore che ha pubblicato più di trenta libri (e che libri! http://it.wikipedia.org/wiki/Rino_Cammilleri#Opere), alcuni dei quali tradotti all’estero, con le maggiori case editrici nazionali. La spiegazione è psicologica (lo penso anche io, ma il fenomeno che la richiede non riguarda i contestatori).   

Sanno che il relatore rappresenta un pensiero (pensiero...non esageriamo...) di minoranza; anzi, minimanza. Perciò, si fanno zelanti, e non richiesti, zerbini del vincitore del momento. Come quel servo ruffiano che schiaffeggiò Cristo mentre questi era legato («Così rispondi al Sommo Sacerdote?») e aveva appena dimostrato la malafede di coloro che lo interrogavano (Gv 18, 22).

 


 

giovedì 28 agosto 2008

Giallo storico

Stare dietro a tutte le boiate di stampo medievalista/inquisitorio che si scrivono in Italia, è una impresa improba per un solo uomo, anche se aiutato dalla fede nel Prodigioso Spaghetto Volante.

Del resto, questo rende anche facile trovare del materiale da pubblicare su questo blog. Per usare una espressione proverbiale, è come sparare a un pesce in un barile.

Questo pesce.

[caption id="" align="aligncenter" width="312" caption="Il pesce nel barile, di profilo, prima di finire in padella"]triglia[/caption]

Così ho trovato un' altra chicca del prode Rino Camilleri.

In questo articolo, il prode pubblicizza una delle sue fatiche.
Vi raccomando caldamente la lettura del mio Sherlock Holmes e il misterioso caso di Ippolito Nievo (San Paolo). Garantisco che non vi annoierete.

Prima della pubblicità vera e propria, Rino ci elargisce qualche cenno sulla sua cannibalizzazione di un mito come Sherlock Holmes riuscendo, tra le altre cose, a non nominare nemmeno il geniale ideatore del personaggio, Sir Arthur Conan Doyle.
Nell’Ottocento la nuova filosofia ateo-positivista che esaltava la Scienza e il Progresso affrontò quella antica, medievale e “tomista” (fede+ragione). Ambedue avevano una loro Chiesa: la prima, la Massoneria; la seconda, quella Cattolica. Per rappresentare questo scontro ho scritto un romanzo, del genere «giallo storico», attorno a un caso concreto: la morte di Ippolito Nievo, scrittore italiano e colonnello dei Mille.

Cose si può dire di queste righe? Per ora non prestate attenzione alla idiozia apocalittica riguardo alle due chiese, ma ricordatevi la locuzione sottolineata: giallo storico
Il Nievo scomparve nell’esplosione notturna del piroscafo che lo riportava da Palermo in continente. Con sé aveva le ricevute delle somme enormi che i massoni inglesi e americani avevano messo a disposizione di Garibaldi per l’impresa siciliana. A indagare viene in Italia il campione dell’intelligenza “scientifica” (notare virgolette) del tempo, Sherlock Holmes.

Rino Camilleri, ha già dimostrato di non avere dimestichezza con i numeri, anche in senso puramente aritmetico (veggasi post), e qui lo conferma.

Sherlock Holmes appare in Uno studio in rosso nel 1887 (anno di pubblicazione), ma l' incontro al tempo "storico" tra Holmes e il suo biografo, il dottor Watson, avviene nel 1881. La sua età in quel romanzo è presumibilmente intorno alla trentina, non si può essere molto più precisi perchè volutamente molti particolari privati del personaggio rimarranno per sempre sconosciuti o quasi.

Ippolito Nievo muore nel 1861, quindi 1881 - 1861 = 20: Holmes avrebbe dovuto indagare in età prepuberale, alla faccia del "romanzo storico".

Andiamo avanti
Il quale, però, si imbatte nel rappresentante di quel cattolicesimo ragione+fede che non si autolimita credendo che esista solo ciò che si vede e si tocca: don Bosco, perfetto testimonial di mistica e azione. I due si incontrano e don Bosco convince Holmes a deviare la sua indagine sulla Sindone, che qualcuno ha rubato.

Se Bosco nasce nel 1815 e muore nel 1888 e il naufragio è del 1861, avrebbe dunque potuto molestare reclutare Holmes al massimo al catechismo.

In secondo luogo, Holmes accettava solo casi interessanti, non gli importava nulla del denaro e nemmeno della celebrità, quindi l' Holmes di Doyle avrebbe gentilmente mandato a spendere Bosco dicendogli che aveva degli esperimenti su dei sali da concludere. Ovviamente questa è una mia mera opinione.
Attraverso una serie di mirabolanti colpi di scena in giro per l’Italia, i due casi verranno risolti da Holmes, il quale, però, sarà l’unico a rendersi conto di non averne alcun merito, e che c’è un altro modo per arrivare alla verità, un modo che mai avrebbe sospettato. Questo metterà in crisi la coscienza di Sherlock Holmes…(notare puntini di sospensione)

A questo punto qualunque mio commento è superfluo. Forse nel prossimo romanzo Camilleri spedirà Auguste Dupin nello spazio e poi lo convincerà a spostarsi da quel paese di checche che è la Francia fino a Roma e a entrare in seminario.

Per chi è interessato alla bufala della Sindone, rimando al CICAP:

http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100420

martedì 12 agosto 2008

@

Rino Camilleri, Francesco Agnoli, Maurizio Blondet, Giuseppe Sermonti, Massimo Mazzucco, Lucetta Scaraffia, Umberto Fasol, Rosa Alberoni, Padre Livio, Giuliano Ferrara, Il Foglio & Co.

venerdì 4 luglio 2008

0 assoluto

Il Nulla.


Al di sotto dello 0 assoluto, la materia non esisterebbe. In Italia, se dovessimo costruite una ipotetica misurazione dell' intelletto e della cultura, dovremmo usare come base della scala persone come Rino Camilleri, ritratto in questa foto.





[caption id="" align="aligncenter" width="230" caption="Rino Camilleri"][/caption]



Rino Camilleri è definito da Wikipedia come apologeta cattolico



Sempre da Wikipedia:

È detta apologetica quella parte della teologia che ha lo scopo di verificare e difendere razionalmente la credibilità della fede dimostrando l'origine divina della Rivelazione cristiana. Si distingue dalla apologia, che è la difesa di un particolare argomento, avvenimento o individuo: alcuni studiosi, vista la somiglianza fra i due termini, hanno proposto di sostituire il termine "apologetica" con locuzioni quali prove cristiane o difesa della religione cristiana, per evitare qualsiasi confusione. L'apologetica argomenta a partire dalla ragione naturale per dimostrare in modo universale l'insieme della religione cattolica provando che essa dipende da una rivelazione soprannaturale.

Stando alla definizione, quindi, l' apologetica cattolica è utile quanto un bicchiere idrosolubile.


E' perfettamente coerente che possa avercela un po' con la scienza.


Analizziamo le stronzate inesattezze che ha scritto sull' evoluzione:




E sono quattro. La disperata voglia di far discendere l’uomo dalla scimmia colpisce ancora. L’ultimo è il tedesco Reiner Protsch von Zieten, professore emerito di antropologia all’università di Francoforte e astro mondiale della materia.



Prima cazzata: nessuno, a partire da Darwin, "vuole" far discendere l'uomo dalla scimmia. Se Camilleri fosse in grado di tenere per il verso giusto un libro appena decente, saprebbe che lo scimpanzè e l'uomo sono sì imparentati ma non da una discendenza: condividono lo stesso antenato comune. A loro volta gli altri primati man mano più distanti filogeneticamente dalla linea evolutiva che ha portato a scimpanzè e a uomini, condividono con questi un antenato comune sempre più antico.


Questo schema, anche se evidentemente incompleto e didattico, rende l' idea:








Aveva scoperto che l’Homo Sapiens e quello di Neanderthal avevano convissuto e figliato assieme, fatto provato dall’«anello mancante», Homo di Hahnhoefersand, vecchio di 36.000 anni.

Un capolavoro.


Priama di tutto notiamo Homo Sapiens: la notazione linneana vuole il genere (nel caso, Homo) in maiuscolo, e la specie (sapiens) in minuscolo, e tutto in corsivo. Così: Homo sapiens.


E' un errore in cui cadono in molti, non si può crocifiggere qualcuno per così poco, ma il peggio viene adesso. Vengono detti "anelli mancanti" quei fossili che testimonierebbero, all' interno della filogenesi, la parentela, in termini di discendenza, tra due specie, o anche piani morfologici. E' abbastanza questo come anello mancante?



Tiktaalik roseae

Rino invece sembra sparlare di un ibrido tra i Neanderthal e i sapiens. Gli anelli mancanti non c' entrano una mazza. C' è stato il dubbio, in passato, che Homo sapiens e Homo neanderthaliensis fossero specie o sottospecie (Homo sapiens sapiens e Homo sapiens neanderthaliensis). Ora il dubbio è stato praticamente dissipato grazie all' analisi del DNA mitocondriale. Questo però non esclude la possibilità di qualche ibrido poiche è PROVATO che i sapiens e Neanderthal hanno convissuto in Europa, e di sicuro si sono incontrati. Non si discute su questo, non c' è bisogno di falsare i risultati.



Peccato che i laboratori di Oxford, usando il Carbonio 14, abbiano dovuto ringiovanire il reperto, che avrebbe solo 7.500. Non è l’unica truffa dell’emerito, che solo adesso è stato sospeso dalle sue funzioni anche se sono trent’anni che gabba il gotha dell’antropologia accademica. Falsa la sua «donna di Binshof-Speyer», che non ha 21.000 anni ma solo 3.000.

Rino cita un caso di frode scientifica e lo arricchisce con altri esempi classici: l'uomo di Piltdown, Shinichi Fujimura, Archeoraptor. Nella scienza ci sono stati diversi casi di frodi, ecco un elenco. La scienza è una impresa collettiva che corregge da sè gli errori, e lincia anche i veri e propri i truffatori che si mascherano dietro i loro titoli per spacciare menzogne.


Le bugie in questo campo hanno le gambe corte, non durano 2000 anni.


Ma vediamo le conclusioni.



Ora, dopo il caso di Francoforte, l’antropologia dovrà ricominciare da capo per l’ennesima volta.

I casi sono due: o al posto del cervello ha della pappa d' avena, o ai bei tempi avrebbe lavorato per il MinCulPop.


L' antropologia non ricomincia affatto daccapo, elimina i dati falsi, nella fattispecie i tarocchi cronologici del professore. L' evoluzione dell' uomo e degli altri primati attuali non è messa assolutamente in discussione: questa inizia non 36000 anni fa, ma decine di milioni di anni fa.



Ma la domanda da cento milioni di dollari è questa: perché dopo quasi duecento anni ci si ostina ancora in questa direzione? Quando di un’ipotesi non si trovano prove per così tanto tempo è «scientifico» abbandonarla per battere altre strade. A meno che non si sia usciti dalla scienza da un pezzo per entrare nell’ideologia.

Quasi 200 anni? Neanche Rino ha dimestichezza con le date.


La prima edizione dell' origine delle specie è del 1859, nel prossimo anno saranno passati 150 anni.


Darwin è nato nel 1809, nel prossimo anno si celebreranno i 200 anni dalla nascita.


Camilleri scrive questa spazzatura nel 2005. Cioè 146 anni dopo la prima pubblicazione sull' evoluzione di Charled Darwin, nel 1859. Forse Rino si riferiva a Lamarck? La Philosophie zoologique è del 1809, ma nulla togliendo al merito di Lamarck come scienziato e pensatore, che ebbe grande influenza su Charles Darwin, l' evoluzione Lamarckiana non è supportata dai dati. Non è nemmeno corretto chiamarla evoluzione, la teoria di Lamarck era trasformista. L' insupportabilità di Lamarck la insegnano alle medie e non mi risulta che, fino a Darwin (che comunque pubblica L' Origine dell' Uomo nel 1871 (2005-1871=134), poichè nell' Origine delle Specie lo aveva lasciato fuori per sfuggire al maglio degli allora Camilleri), ci fossero stati quindi questi "sforzi di volontà" di far discendere l' uomo dalle "scimmie". In quanto all' ideologia è chiaro da parte sta.



L’uomo, insomma, deve discendere dalla scimmia (E dajie...). Altrimenti -orrore- potrebbe aver ragione la Bibbia.

Si, deve avere ragione la Bibbia. Allora la datazione è ancora sbagliata, se fa risalire il cranio a 7500 anni fa. Ma il mondo non è stato creato in 6 giorni 6000 anni fa?


Ah, già, l' allegoria. Allora questa figura non c' entra.




[caption id="" align="aligncenter" width="300" caption="Mosè combatte contro un Velociraptor"][/caption]



Il Dio del Vecchio Testamento è probabilmente il personaggio più spregevole di tutta la letteratura: geloso e fiero di esserlo, un castigamatti meschino, ingiusto e spietato; un pulitore etnico assetato di sangue; un bullo misogino, omofobo, razzista, infanticida, genocida, figlicida, pestilenziale, megalomane, sadomasochista e maligno secondo il suo capriccio.

Richard Dawkins