E uno di questi è sempre quello del buon vecchio apologeta Rino Cammilleri.
Ricordiamo prima cos'è l'apologetica, perché faccio ancora fatica a crederci io stesso.
Da Wikipedia:
È detta apologetica quella parte della teologia che ha lo scopo di verificare e difendere razionalmente la credibilità della fede dimostrando l’origine divina della Rivelazione cristiana. Si distingue dalla apologia, che è la difesa di un particolare argomento, avvenimento o individuo: alcuni studiosi, vista la somiglianza fra i due termini, hanno proposto di sostituire il termine “apologetica” con locuzioni qualiprove cristiane o difesa della religione cristiana, per evitare qualsiasi confusione. L’apologetica argomenta a partire dalla ragione naturale per dimostrare in modo universale l’insieme della religione cattolica provando che essa dipende da una rivelazione soprannaturale.
Ecco qualche strumento che non può mancare nel bagaglio dell' apologeta.
Da un po' di tempo non andavo sul sito di Rino poichè all' indirizzo http://www.rinocammilleri.it, il mio browser rispondeva così:
[caption id="attachment_314" align="aligncenter" width="500" caption=""Satana è dappertutto!" Padre Livio Fanzaga"]
Cercando però in google la pagina del sito che mi interessava, cioè gli Antidoti di Rino Camilleri, ed entrandoci attraverso il motore di ricerca, non avevo nessun avviso.
A vostro rischio e pericolo:
http://www.rinocammilleri.it/beyondengine/frontend/exec.php?id_folder=14
Così mi è subito caduto l'occhio su un Antidoto che aveva come titolo un passo delle Scritture: avevo praticamente la garanzia che Rino mi avrebbe strappato una sonora risata.
Copio pari pari tutto l'antidoto. Come al solito, le note in rosso sono mie.
(Gv 18, 22)
Non c’è mai stata una volta che non abbia dovuto scontrarmi con qualcuno (Per il volere del Signore degli Eserciti). Mi riferisco alle situazioni in cui, alla radio o in incontri pubblici, sono stato invitato a esporre un punto di vista diverso su questioni spinose della storia del cristianesimo come Inquisizione, Crociate, processo di Galileo eccetera. Quasi sempre i contestatori erano cattolicissimi, gente “impegnata” in parrocchia o in iniziative curiali. Notare che le «leggende nere» sulla storia della Chiesa ci accompagnano fin dalle elementari. (Leggende 'sta cippa. Il Malleus Maleficarum non è il Necronomicon, cioè non è un libro "leggendario". Veniva usato REALMENTE come manuale nei processi per stregoneria. Il che equivale a dire che codificava la tortura, in modo che in tutta Europa le persone, sopratutto giovani donne, venissero torturate nello stesso modo. E chi è che accese la miccia della caccia alle streghe? Innocenzo VIII. Chi era? Un Papa) Dunque, almeno per non annoiarsi, costoro avrebbero dovuto gradire un racconto (favola) –una volta tanto- differente. Oppure, se quanto andavano sentendo non era loro gradito, alzarsi e andarsene. Anzi, non venire proprio, come faccio io quando, per esempio, apprendo dai manifesti che in tal sala andrà in scena Dario Fo o Sabrina Guzzanti. Invece, no. Restano fino in fondo, poi si alzano e contestano, quasi sempre in modo villano (esempi?).
ATTENZIONE AI NAVIGANTI! Sta per partire la fase: "Lei non sa chi sono io"
Ovviamente, dal basso della loro ignoranza, visto che tutta la loro erudizione in merito è tratta dal sussidiario.
magari www.ilsussidiario.net che non manca mai di omaggiarci di perle di anti-Darwin:
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=2021
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=6010
AI POSTI? VIA!
E pur avendo di fronte non un oscuro pincopallino ma un autore che ha pubblicato più di trenta libri (e che libri! http://it.wikipedia.org/wiki/Rino_Cammilleri#Opere), alcuni dei quali tradotti all’estero, con le maggiori case editrici nazionali. La spiegazione è psicologica (lo penso anche io, ma il fenomeno che la richiede non riguarda i contestatori).
Sanno che il relatore rappresenta un pensiero (pensiero...non esageriamo...) di minoranza; anzi, minimanza. Perciò, si fanno zelanti, e non richiesti, zerbini del vincitore del momento. Come quel servo ruffiano che schiaffeggiò Cristo mentre questi era legato («Così rispondi al Sommo Sacerdote?») e aveva appena dimostrato la malafede di coloro che lo interrogavano (Gv 18, 22).
