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martedì 30 dicembre 2008

Brainstorming

Giuro che ho provato a trattenermi.


<<Non spararare sulla croce rossa>> dice sempre il mio life coach


Mi dispiace, non ce l'ho fatta. Non posso leggere certe cose e non condividerle con gli altri pastafariani, o con i semplici pellegrini che approdano a questa Chiesa.


Oggi è il turno di Santaruina.


Ho provato a fare un altro tentativo di compostaggio, come feci a suo tempo con la vecchia conoscenza Maurizio Blondet, ma sono stato parecchio indeciso se fare un post ad hoc, o archiviare il tutto in Camicie di forza cercansi, ma alla fine ho deciso di non privare il nostro premio Nobel della prima pagina.


Cominciamo (come al solito, i miei commenti sono in colore rosso, chiaro simbolismo demoniaco):


da http://santaruina.splinder.com/post/11265056/Darwin+III




Darwin III





tratto da una delle discussioni sul tema affrontate su luogocomune (da qui il titolo. Immaginate lo sforzo intellettivo collettivo degli ellecini alle prese con l'evoluzione. Sotto si vedranno i risultati).








Personalmente credo che se proprio vogliamo fare una teoria sull’origine dell’uomo e della vita in generale (e qui mi chiedo:  chi, a parte un concorrente del Grande Fratello, non dovrebbe essere interessato all'argomento? Cosa significa "se proprio vogliamo fare"? Immaginate uno che dice: "se proprio vogliamo fare una teoria che spieghi il moto degli oggetti...") dovremmo inizialmente studiare quelli che sono i dati che abbiamo a disposizione (alla faccia...chi è questo? Confucio?).
Nel nostro caso, sappiamo che esistono specie che da milioni di anni non sono cambiate di una virgola, come gli squali, specie che esistevano e sono scomparse, specie che paiono comparire dal nulla. (Qualche riferimento sarebbe gradito. Ad esempio, ci sono centianaia di specie di "squali". Milioni di anni cosa vuol dire? Decine? Centinaia? C'è differenza tra 5 milioni e 500. Quali specie compaiono dal nulla (poof!)? Si può avere uno straccio di nome?)
Quello su cui ci possiamo basare sono i resti fossili in qualche modo giunti fino a noi.
Per quanto riguarda l’uomo, tutta la classificazione in abilis, erectus, pimpantis, sapiens, bergamascus, ecc., si basa su resti che si potrebbero disporre su di un tavolo da cucina
(perdinci, deve avere una cucina grande come Buckingham Palace).


[caption id="" align="alignleft" width="500" caption="Oh si, abbiamo pochissimo materiale per ipotizzare la filogenesi dell'uomo"]Oh, si. Abbiamo pochissimo materiale su cui basare la filogenesi delluomo.[/caption]



In più, molte di queste ossa appartengono chiaramente a scimmie, come scimmia era la famosa Lucy, classificata come nostra progenitrice. (Un momento...L'uomo E' un primate. I primati comprendono le scimmie "apes" (in Africa) and "monkeys" (nel Nuovo Mondo). Quindi dovrebbe essere un problema se quello che è stato classificato come nostro progenitore è un primate? Cosa vuol dire "appartengono chiaramente a scimmie"? Hanno trovato un organetto vicino ai resti di Lucy? Inoltre "progenitore" è ingannevole: Lucy era un australopiteco (Australopithecus afarensis, e le Australopitecine sono ritenute tra i più antichi primati la cui evoluzione portò, tra le altre cose, all' uomo. Come possiamo dirlo? In base alla sola anatomia. Perchè? Perché il DNA non si conserva così a lungo. N.B.: il link di Santaruina porta al sito di Adnan Oktar, il fanatico antisemita turco incarcerato per crimini che vanno dallo stupro, di gruppo e filmato di una minorenne, con successivo ricatto, alla associazione a delinquere)



http://spaghettovolante.wordpress.com/2008/09/20/l-importante-e-fare-nuove-amicizie/

[caption id="attachment_424" align="aligncenter" width="151" caption="Una fedele ricostruzione di Lucy"]Una fedele ricostruzione di Lucy[/caption]


Se un osso viene trovato in uno strato geologico risalente a 2 milioni di anni fa, si deduce che quel osso abbia 2 milioni di anni.Da ciò possiamo dedurre che esistevano uomini identici a noi già 8 milioni di anni fa, essendo state trovate ossa umane in strati di quell’epoca. La paleontologia ufficiale ritiene però che queste ossa siano scivolate in quegli strati in un secondo momento. (Ah, la ben nota "paleontologia ufficiale", una casta di biechi scavaossa pronti a tutto. Dove sarebbero questi stupefacenti ritrovamenti di uomini (AMH, Anatomically Modern Human) di 8 milioni di anni fa? Dove sono i riferimenti?). 

Questo perché secondo la teoria di Darwin a quell’epoca l’uomo non esisteva (Dove sta scritto? La teoria dell'evoluzione per selezione naturale è in grado di prevedere quando compare una specie? La selezione naturale, in soldoni, spiega la diversità tramite la sopravvivenza differenziale di mutanti. Non dice: le specie durano tot tempo e poi evolvono)
Abbiamo quindi un esempio emblematico di come funzioni la paleontologia contemporanea:
uno scienziato ottocentesco formula una teoria, ammettendo onestamente che non vi sono prove che la sostengano, ma dicendosi fiducioso del fatto che negli anni a venire queste prove verranno trovate.

(Non è affatto così, naturalmente. Nell' Origine delle specie, Darwin non parla della specie uomo. Il motivo è che sapeva benissimo quanto scompiglio avrebbe creato la sua rivoluzionaria teoria. Con tutti i vecchi tromboni che giravano, figuriamoci se avesse anche parlato dell' uomo! Probabilmente non lo avrebbero arso vivo né gli avrebbero fatto vedere gli strumenti di tortura (eravamo in Inghilterra), ma di certo l'isteria su quell'unica specie, avrebbe offuscato il contenuto del libro, che in conclusione riporta la famosa frase "Luce si farà sull'origine dell'uomo e la sua storia", e che cos'altro avrebbe potuto scrivere un ottimo scienziato come lui? Signori, ho scoperto tutto quello che c'era da scoprire, smettiamo di studiare forse?. La teoria di Darwin, uomo o non uomo, non si basava SOLO sui fossili. Darwin affrontò la questione della nostra specie in un libro a parte: L'origine dell' uomo e la selezione sessuale. Darwin osservò quanto gli uomini differissero nelle aree geografiche (pur riconoscendo, a differenza di tanti altri, che eravamo un'unica specie), e quanto vi fosse affinità anatomica e comportamentale con i primati più vicini all'uomo, cioè le grandi scimmie africane).

Negli anni a venire queste prove non vengono ritrovate, al contrario se ne trovano altre che smentiscono categoricamente la vecchia teoria ottocentesca(Ah si? Strano, perché invece tutte le prove, da quelle molecolari alle paleontologiche provano che la teoria di Darwin ci include, e non poteva essere altrimenti direi)
Ma queste prove non vengono prese in considerazione perché in contrasto con la vecchia teoria, passata nel frattempo grazie ad un attento lavoro di marketing (eh si, l'altro giorno ho visto un paleontologo caduto in disgrazia che faceva una televendita), tutt’altro che disinteressato, al rango di verità scientifica che non può essere messa in discussione.
In altre parole, dogma. 
(Vai a...lavorare)



La situazione è quindi paradossale (Ohibò!): una teoria fallace viene considerata al livello di verità inconfutabile, chi l’accetta fa carriera nel mondo accademico e continua a sostenerla, chi la mette in dubbio viene emarginato.
Questa situazione viene egregiamente presentata da Cremo nel suo
 Archeologia Proibita, in cui fa un resoconto di tutte le scoperte, fatte spesso da archeologi professionisti che mettono in gioco la loro carriera, accantonate perché non in linea con il dogma darwiniano.
Centinaia e centinaia
. (Accidenti! La nota peer review "Archeologia proibita"! 
http://www.edicolaweb.net/am_0102a.htm 

e che dire di Michael A. Cremo? http://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Cremo ?

Altra questione, le specie intermedie.
Non esistono, non sono mai state trovate, tanto che gli stessi darwinisti hanno dovuto prenderne atto.
Ma invece di riconoscere la fallacia della teoria di Darwin, i darwinisti hanno escogitato una scappatoia ancora più fantasiosa, la teoria dei salti.
Ovvero, le mutazioni genetiche non avvengono per cambiamenti minimi e ripetuti, ma per cambiamenti repentini, risposte a mutate condizioni ambientali.
A mio parere teoria ancora più bislacca, che equivarrebbe a dire che un giorno una iguana partorisce un piccolo con le ali funzionanti capace di volare, e questo trasmette la sua qualità al figlio, dando così origine agli uccelli.
Assurdo oltre che impossibile, dal momento che si è anche scoperto che
 il DNA è in grado di  autoriparare i mutamenti che casualmente avvengono nel momento della sua trasmissione.
La mutazione del DNA è l’errore della natura, sterile, che la natura stessa pensa ad eliminare.
Quindi mutazioni del DNA non si possono trasmettere.
(Ora: voi direte che ce l'ho sempre con Blondet. Certo, riconosco che raggiunga le vette più alte dell'ignoranza, della stupidità e dell'arroganza, ma ancor peggio sono quelli che lo usano come riferimento. Se seguite il link gentilmente offerto da Santaruina, arrivate a uno stralcio del suo libro L' uccellosauro e altri animali ospitato sul sito Disinfromazione (nomen omen). Ricordo che Blondet lo ho già trattato come si deve in questi post, quindi è inutile che mi ripeta.)

http://spaghettovolante.wordpress.com/category/maurizio-blondet/

Eppure siamo ancora qui a parlare di evoluzione delle specie (E' inaudito! Il mondo ha seimila anni e deriviamo da ripetuti incesti tra Eva e il figlio Caino, questa è la Verità!).
La vera questione è che se il mondo scientifico ammettesse di aver preso una cantonata tanto grande, dovrebbe rivedere gran parte delle sue convinzioni. (Siamo terrorizzati)
Negli ultimi anni però qualcosa si sta muovendo, a partire dal mondo della biologia, che avendo occasione di studiare in maniera approfondita il funzionamento della trasmissione del DNA ha cominciato a mettere in crisi i baroni eredi del dogma ottocentesco. (Faccio notare che "trasmissione del DNA" così non significa un accidenti. Il DNA è una molecola che è in grado di contenere informazioni, nel caso della riproduzione queste informazioni si trasferiscono alla prole. Si può dire che si trasmette un corredo genetico, al massimo. Anche se non tutto ciò che è trasmesso è un gene)

Oltre a Sermonti un altro esponente della corrente antidarwinista è il celebre genetista "ateo e razionalista" Lima de Faria(Non basta definirsi atei e razionalisti, per esserlo)
Il darwinismo sta finalmente per essere accantonato, anche se ci vorrà ancora qualche decennio. (Ah si?)
Quindi, basandoci solamente sui dati scientifici in nostro possesso, siamo in grado di escludere la macroevoluzione, ovvero la mutazione genetica capace di dare alla vita specie nel tempo del tutto differenti alle proprie progenitrici
(rilfettete di nuovo bene sui termini "Macroevoluzione, ovvero la mutazione genetica". Tra antimaterialista e santaruina è una gara dura ).
Sappiamo che le specie appaiono già belle e formate, ma per capire da dove originino, dovremmo abbandonare il campo scientifico per avventurarci in un altro.
La scienza si limita a dirci che Darwin aveva torto. 


(Ha ragione Chuck Norris infatti: Non esiste l'evoluzione. Esiste solo un limitato numero di specie alle quali Chuck Norris permette di vivere)



Forse, un giorno, il nostro tempo sarà chiamato era darwiniana, così come noi parliamo dell'era newtoniana di due secoli fa. L'evoluzione, l'evoluzione, questa semplice idea che non si ritiene più necessario esaminare, copre come una tenda tutte le età che conducono dal primitivismo alla civiltà. Gradualmente, ci viene detto, un passo dopo l'altro, gli uomini produssero le arti e i mestieri, fecero questo e quello, finché non emersero alla luce della storia. Questi soporiferi gradualmente e un passo dopo l'altro, ripetuti senza tregua, mirano a nascondere un'ignoranza a un tempo vasta e sorprendente. [...] Forse gli storici dei secoli futuri ci dichiareranno tutti pazzi per non aver scoperto subito e confutato con la necessaria energia questa incredibile cantonata
(Giorgio de Santillana)



Per essere uno storico, è abbastanza imbecille costui. Questa di Newton la ho già sentita troppe volte e non la commento. Il resto chiaramente è retorica, e anche un po' infantile.



materializzato da: Santaruina alle ore 02:27 | linkcommenti (60)
trattasi di: darwinmondo nuovo

martedì 9 dicembre 2008

Antimaterialista

Un amico di Gabriella Carlucci, prossimo candidato al Nobel.

Qualcuno gli vuole suggerire di dare un pugno fortissimo contro un muro per provare la sua rivoluzionaria teoria?

questo è il suo canale, una valida alternativa alla Melevisione.

http://www.youtube.com/user/ANTIMATERIALISTA





lunedì 10 novembre 2008

Compost

Vedo che molti pellegrini approdano a questa chiesa cercando parole come "effedieffe", "blondet", "blondet antisemita", "leggere articoli effedieffe gratis".

Potete credermi: se sapessi come si può fare a leggere gli articoli di effedieffe gratis, lo direi senza indugi.
In effetti, anche io mi sono posto il problema, e la cosa più semplice che mi è venuta in mente, è stato vedere se qualche anima pia aveva salvato gli articoli del nostro prode e li aveva messi in condivisione tramite il malefico programma Emule.
Se qualcuna di queste anime pie mi sta leggendo, lo invito ad agire in questo senso, in modo che anche noi taccagni si possa aqqulturircy con il pensiero del Sommo Blondet.
Su Emule, oltre ad articoli antecedenti al passaggio da delirio gratuito a delirio a pagamento, ho trovato un url. Cliccando, sono stato catapultato a questa pagina.
L'articolo, se così si può chiamarlo, si intitola: "L'evoluzionismo degli ignoranti".
L'ho letto, e ho deciso di fare una cosa molto politicamente corretta, in un certo senso di ecologia culturale.
Con molta fantasia, possiammo definire il pensiero di Blondet come un accrocco di materia organica di scarto. Di sicuro è puzzolente e brutta da vedere, ma non è detto che non si possa ricavarne qualcosa. Quindi ora mi accingo, tramite i miei commenti in rosso, a cercare di cavare fuori il sangue da una rapa, una testa di rapa. Facciamo un po' di compost 
L'evoluzionismo degli ignoranti
by Maurizio Blondet

Varie osservazioni di lettori più o meno ostili (ma pensa...) mi obbligano a tornare sul tema dell'evoluzionismo e della teoria (ha ha!) che vi si oppone, «intelligent design» (non «creazionismo») (nooooooooooooooooo).
A questo mi spinge anche un senso di pietà. C'è in giro una incredibile ignoranza, colpa della cosiddetta pubblica istruzione (sono d'accordo), del fatto che ormai, senza fabbriche e industrie, la gente è lontana dalla tecnica e dal modo di pensare scientifico (un operaio della Breda anni '50 sapeva più di fisica che un bocconiano (e magari anche più di te che usi il II principio a tuo comodo), e della superficialità che è il modo di vita della massa umana.
Per esempio. 
Un tizio su Indymedia, fra vari insulti al mio indirizzo, crede di aver trovato la prova che mi smentisce: «e i microbi? I microbi che acquistano la resistenza agli antibiotici?». 
Eh sì, siamo a questo. 
Sfugge completamente al tizio il fatto che la resistenza agli antibiotici non rende i microbi né diversi né evoluti: sono i soliti microbi. 
La capacità di acquisire resistenza è scritta nel loro codice genetico fra gli altri caratteri. (ecco, vedete cosa vuol dire essere degli arroganti? Il "codice genetico" è semplicemente il codice grazie al quale vengono sintetizzate le proteine, dove a una certa tripletta di nucleotidi tradotti dal DNA in RNA corrisponde un aminoacido. Un "gene" è un segmento di DNA il cui prodotto in RNA contiene le istruzioni per formare una proteina a partire dagli aminoacidi.

Il codice è riassunto in questa immagine, i nomi degli aminoacidi appaiono sulla destra, le lettere indicano i nucleotidi della tripletta.

 

[caption id="" align="aligncenter" width="492" caption="Il codice genetico"]Il codice genetico[/caption]

E' chiaro, se mai qualcuno avesse dei dubbi, che Blondet parla a vanvera, come un vecchio al Bar dello Sport: nel codice non c'è scritto che come acquisire la resistenza agli antibiotici, nè altro. Il codice, come dice la parola, è un codice e basta. Blondet vaneggia, come al solito.

E' come pretendere che una bella ragazza al sole, la cui pelle si abbronza per difendersi dai dannosi raggi solari, si «evolve». (notoriamente poi l'abbronzatura è in grado di trasmettersi alla prole)

Evoluzione è, per gli evoluzionisti, ben altra cosa: il passaggio da una specie inferiore ad una superiore, dal rettile all'uccello, da quello al mammifero (per gli evoluzionisti, cioè per i biologi, cioè per la scienza, dai rettili derivano uccelli E mammiferi, pezzo di cretino)
Dalla coppia di scimpanzé o di australopitechi, nasce un bambino umano (per questo rimando a un post dedicato all' amico Rino Cammilleri: sono forse compagni di merenda?)
Le modeste variazioni osservate da Darwin (poveretto, non sapeva ancora nulla del DNA) in animali confinati in qualche isola del Pacifico per selezione naturale «non» sono evoluzione: sono variazioni all'interno della specie fissa. (tua nonna)
L'esempio spesso citato dai fanatici del darwinismo, quello delle falene che in Inghilterra sono più scure per nascondersi meglio nel paesaggio annerito da fumi industriali (tra l'altro è un falso: si tratta di un esperimento fatto con falene morte incollate agli alberi, per vedere quante ne mangiavano gli uccelli), «non» è evoluzione. 
Non si è mai constatato un solo passaggio da una specie a un'altra. (ah no? questa è fresca fresca:

 http://www.pikaia.eu/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=283&Code=Pikaia&ST=SQL&SQL=ID_Documento=4094)


Il famoso «anello mancante», continuamente «scoperto», è stato continuamente smentito: dall'archeopterix al pitecantropo al Longisquama (dinosauro pennuto, scoperto falso) all'uomo di Piltdown (altro falso), tutti sono stati bocciati come anelli mancanti. (povero pirla: in pratica ogni fossile è un "anello mancante":

http://www.transitional-fossil.com/

E' sufficiente questo?)

La paleontologia trova, negli strati fossili, processi del tutto diversi dall'evoluzione. 
Constata periodiche esplosioni di forme viventi, a cui seguono massicce estinzioni. (tutte cose che, notoriamente, confutano l'evoluzione)
Tra l'altro (breve parentesi) il passaggio evolutivo a forme di vita «superiori», grazie al caso e alla selezione naturale, contrasta con il «secondo principio della termodinamica».
In base a questo principio, il caso aumenta l'entropia, non la diminuisce. (eccolo qui...)
Se prendete un boccale con uno strato di palline bianche e sopra uno strato di palline nere, e agitate bene, in breve le palline si mescoleranno: entropia, il degrado irreversibile di ogni e qualunque ordine. 
Se sperate di riuscire, a forza di agitare, a rimettere i due strati di palline come erano prima, potete agitare il boccale per millenni: «mai più» le palline torneranno in ordine. 
Per farlo, dovete gettare le palline sul tavolo e fare una cernita, facendo due mucchietti, uno bianco e uno nero. 
Questo si chiama «aggiungere informazione» al sistema, ed è un intervento «esterno e intelligente». (Blondet ci sta dicendo che non è in grado di dividere un insieme di palline in due sottoinsiemi di diverso colore. Ho spiegato quanto si deve essere ignoranti per usare il secondo principio della termodinamica per confutare l'evoluzione in questo post)

C'è persino un biologo (un biologo che parla di evoluzione? Strano) che mi oppone: altro che complessità irriducibile, il sangue delle lamprede («primitive») ha un'emoglobina di una sola catena proteica, mentre ogni altro animale ha emoglobina a quattro catene. (non commento qui perchè il bello è dopo)
Una vera fesseria. 
Il punto è che la lampreda, come tutti i suoi pari (ciclostomi) non è più «primitiva» di un pesce fornito di mascelle. 
E' solo che, perfettamente adattata (da chi?) al suo ambiente (nicchia ecologica) non ha bisogno di un sangue più sofisticato; stando ferma aggrappata a uno scoglio (sta tutta la vita attaccata a uno scoglio? Le lamprede sono ectoparassiti, in genere), non consuma l'ossigeno di cui ha bisogno un ghepardo, o un tonno.
Poi ci sono animali fantastici
,
inspiegabili da alcuna teoria. 
Il limulus, una specie di granchio (ma è parente degli aracnidi) (ah si? E' parente? In che senso è parente? Volevi dire affine, vero? Ma ti sei confuso. Lapsus?), il cui sangue non è rosso ma blu: perché non è basato sul ferro (emoglobina è ferro, e si lega all'ossigeno ossidandosi), ma sul rame. Quale scopo funzionale ha questo unico sangue a base di rame? (la butto lì: a respirare? Il limulo possiede emocianina al posto di emoglobina. E non è affatto un caso isolato. La possiedono anche molluschi e artropodi, cioè il phylum di cui fa parte il limulo)

Non si sa. 
Il limulus, «primitivo» come nessun altro (viene ritenuto vicino agli estinti trilobiti), ha anche una vista ad intensificazione di luce: di notte, la sua acuità visiva aumenta di 2000 volte. 
Che se ne fa? (boh?)
Non si sa. 
In ogni caso non sembra un carattere primitivo. (Mah...)

Un altro mi accusa di aver usato «darwinismo» al posto di «evoluzionismo». 
Vero. 
Il darwinismo era la teoria mitologica iniziale, quella che vedeva la «lotta per l'esistenza». L'evoluzionismo sofisticato ha abbandonato il concetto di «lotta per l'esistenza». 
Ora la sopravvivenza del più adatto non significa la sopravvivenza del più aggressivo; è la sopravvivenza di colui «che riesce a passare i suoi geni alla progenie». 
La vita non fa più la guerra, fa l'amore: l'ideologia si evolve con la cultura corrente. 
La cosa è ripetitiva. 

(mi viene da piangere. Il darwinismo consisterebbe nella prevalenza del più aggressivo? FSM mio dammi la forza!)
Stephen J. Gould, in quanto marxista, ha abbandonato il mito evoluzionista dei piccoli graduali miglioramenti per gli «equilibri puntuati»: esplosione improvvisa di nuove specie, senza transizione (Gould era un paleontologo). 
Insomma, il riformismo liberale alla Darwin (concorrenza, lievi miglioramenti) diventa, per Gould, la «rivoluzione» leninista, il passaggio immediato ad un nuovo ordine, ovviamente superiore. Purtroppo, i suoi amici evoluzionisti hanno definito Gould «il Gorbaciov del darwinismo»: nei suoi tentativi di salvare il mito scientistico, lo ha distrutto, come Gorby ha distrutto il comunismo sperando di riformarlo. 
Presa alla lettera, la teoria di Gould direbbe: un bel giorno, da due rane (anfibi) è nato un rettile; un altro giorno, da due rettili è nato un uccello; ancora più avanti, da una coppia di uccelli un mammifero, o un marsupiale. 
E da due scimmie, un bambino umano. 
Una catena di miracoli mai constatati, da far impallidire d'invidia ogni creazionista biblico.

(ridere o piangere?)

Un altro mi oppone: «e il Neanderthal?». 
Constato desolato che ancora c'è chi crede - a questo punto è la cultura scientifica (quando si diche l'arroganza) - che il Neanderthal sia un antenato primitivo dell'Homo Sapiens Sapiens (sapiens in minuscolo)
Invece era un cugino, un collaterale. 
Non è venuto «prima» dell'uomo, ha convissuto con l'uomo per millenni. (E' vero, il Neanderthal era nostro cugino, ma non mi risulta che anche prima delle prove molecolari, sia stato ritenuto nostro antenato. Le sole prove paleontologiche bastano da tempo a collocare la culla dell'umanità in Africa)
I presunti antenati dell'uomo mostrati nelle enciclopedie dei ragazzi e nei documentari della CNN sono, come sanno bene gli addetti ai lavori, dei collaterali. 
L'albero genealogico umano non è un albero, ma un cespuglio con tanti rami alla base. (quindi?)
Il Neanderthal era un vero uomo, con un tallone di Achille: era specializzato. 
Aveva un odorato fantastico, che ne faceva un grande cacciatore. 
L'uomo che è sopravvissuto (il Sapiens) non è specializzato. Il che significa che non è tutt'uno con una precisa nicchia ecologica, che spazia in ogni ambiente.

(Ora inizia il delirio finale)

L'uomo ha uno strano carattere, quello della neotenia: mantiene in modo permanente caratteri infantili, che anche i primati (gorilla e scimpanzé) hanno, ma solo per poche settimane d'infanzia. Fronte bombata, poco pelo, faccia verticale, lineamenti fini, denti deboli. 
E niente zanne, artigli, corna e coda. 
Indifeso: ed è per questo che è sopravvissuto. 
Le creature super-difese, «specializzate»; sono legate al loro ambiente. 
Le scimmie quadrumani (così si arrampicano sugli alberi) alla foresta tropicale. 
Portatele al di là dei Tropici, e si ammalano di tubercolosi. 
Le giraffe, sono specializzatissime. 
Animali «primitivi» ed «evoluti», lamprede, dinosauri e picchi, non sono mai imperfetti, non hanno organi incipienti e incompleti. 
Sono tutti perfetti, ossia perfettamente inseriti nella loro nicchia ecologica. 
Ma basta che la nicchia ecologica cambi (per ragioni climatiche, magari) e gli specializzati si estinguono, i non specializzati vivono.

La maggior specializzazione della scimmia rispetto all'uomo fa dire a Sermonti il paradosso (molto serio) che la scimmia è «posteriore» all'uomo, è il discendente dell'uomo; non suo padre, ma suo nipote.
Se i due hanno un antenato comune, questo ipotetico antenato non doveva ancora essere fornito degli apparati specializzati della scimmia; doveva essere, come l'uomo, un essere «infantile», non quadrumane, senza coda, senza pelo, senza zanne, eretto, non ancora pre-determinato per una precisa nicchia ecologica. 
Un uomo è la scimmia più «primitiva». L'uomo è più vicino all'origine.

Non m'illudo di aver convinto. 
Mi limito a rimandare chi volesse ancora interloquire al mio libro, «L'Uccellosauro ed altri animali» (Effedieffe) in cui ho esposto tanti elementi che la brevità, qui, mi vieta. (N.B: codesto "libro" è inserito nella "bibliografia" di un "articolo" ad opera del famigerato Francesco Agnoli, che ho inserito nella pagina apposita Camicie di forza cercansi).
Ma prima di interloquire, molti dei miei interlocutori dovrebbero interrogarsi su se stessi: da dove viene la rabbia, l'odio con cui difendono l'evoluzionismo? 

La furia personale, il disprezzo, con cui attaccano chi gli propone (non gli impone) un'altra ipotesi? L'odio non è mai un segno di alta evoluzione. 
L'odio per le idee nuove e mai sentite prima è un sintomo di involuzione gravissima: che denuncia la discesa dal livello umano - l'uomo che sopravvive è aperto alle idee, la sua «nicchia ecologica» non è la natura, ma la cultura, non il mondo esterno, ma l'interiore, dove progetta, sogna e rinnova - verso quello entomologico. 
Le formiche non hanno bisogno di idee nuove, perché fanno tutto sempre allo stesso modo da milioni di anni.
Se una formica volesse dire una cosa diversa, il formicaio la aggredirebbe come un «intruso». 
Temo infatti che questo sia il destino dell'uomo ultimo: ci stiamo trasformando in un formicaio, vogliamo diventare api e formiche. 
L'involuzione della specie.

[caption id="attachment_348" align="aligncenter" width="507" caption="Blondet, soddisfatto delle sue sagaci argomentazioni"]Blondet, soddisfatto delle sue argomentazioni[/caption]

 


Mi spiace, credo che il mio esperimento non sia andato a buon fine. Blondet è irriciclabile.

martedì 4 novembre 2008

Terzo millennio

Andiamo al nocciolo della questione che intendo qui proporre. 

L' Astrologia è una cazzata.

Quello che mi disgusta è che facendo una affermazione del genere in un discorso, inevitabilmente si viene sfidati con locuzioni che vanno dall' indispettito "ma che ne sai te" a un malizioso "provamelo".

E' un po' come se uno dicesse che la Luna non è una forma di groviera, e venisse incalzato a provarlo.

Ma l' apoteosi del paradosso è quando sentiamo:

"però qualcosa di vero c'è"

Vediamo le cose da un punto di vista razionale (scusatemi la parolaccia) ancor prima di scientifico. Supponiamo di non sapere una mazza di astronomia, e ammettiamo che determinate combinazioni di punti luminosi nel cielo (ignoriamo totalmente cosa sia una stella, cosa sia un pianeta e via dicendo), possano realmente influenzare il nostro comportamento, in particolare in base alla data della nostra nascita. Questa è la tesi nuda e cruda.

Innanzitutto, direi che l'uomo è una specie parecchio narcisa per credere che il cosmo sia disegnato "tutto intorno a lui"

 

[caption id="" align="aligncenter" width="250" caption="una magnifica polaroid della "Genesi""]una magnifica polaroid della Genesi[/caption]

 

Il dato di fondo è però che noi siamo in grado, senza nessuno strumento tecnologico, di verificare la validità o meno dell' astrologia. Per i nostri scopi, non ci importa sapere cosa sono quelle cose che vediamo in cielo. A noi importa solo sapere se FUNZIONA o NON FUNZIONA. Lasciamo da parte per il momento i sociopatici come Nostradamus, e la schiera di fanatici pronta a identificare nelle sue quartine sconnesse questo o quell' evento. Nella vita di tutti i giorni, funziona? Ci azzecca?

Leggete quanto segue:
 Hai molto bisogno che gli altri ti apprezzino e ti stimino eppure hai una tendenza ad essere critico nei confronti di te stesso. Pur avendo alcune debolezze nel carattere, sei generalmente in grado di porvi rimedio. Hai molte capacità inutilizzate che non hai volto a tuo vantaggio. Disciplinato e controllato all'esterno, tendi ad essere preoccupato ed insicuro dentro di te. A volte dubiti seriamente di aver preso la giusta decisione o di aver fatto la cosa giusta. Preferisci una certa dose di cambiamento e varietà e ti senti insoddisfatto se obbligato a restrizioni e limitazioni. Ti vanti di essere indipendente nelle tue idee e di non accettare le opinioni degli altri senza una prova che ti soddisfi. Ma hai scoperto che è imprudente essere troppo sinceri nel rivelarsi agli altri. A volte sei estroverso, affabile, socievole, mentre altre volte sei introverso, diffidente e riservato. Alcune delle tue aspirazioni tendono ad essere davvero irrealistiche.

Siccome questo non è un powerpoint di una dannatissima catena di Sant' Antonio, non vi chiederò se vi ho letto nel pensiero.  So che vi siete riconosciuti, in tutto o in parte, in queste poche righe.

E' un copia e incolla da wikipedia, dalla voce Effetto Forer.

L'Effetto Forer è detto anche "Effetto Barnum" o, in modo più scientifico e forse meno provocatorio, effetto di convalida soggettiva.  L' uomo ha la tendenza a vedersi descritto in questi "profili", e probabilmente processi analoghi nel nostro cervello da primate africano si verificano quando interpretiamo in senso antropomorfico/antropocentrico semplici fenomeni naturali (pareidolia). Qualche esempio:

 

[caption id="" align="aligncenter" width="300" caption="La ben nota "Faccia su Marte", nella regione marziana di Cydonia"]La ben nota Faccia su Marte, nella regione Marziana di Cydonia[/caption]

 

[caption id="" align="aligncenter" width="440" caption="Lenin avvistato su una tenda da doccia inumidita"]Lenin avvistato su un muro bagnato[/caption]

 

[caption id="" align="aligncenter" width="400" caption="Come non vedere in quelle fiamme Giovanni "Santo subito" Paolo II, il Capo di una religione che in tempi non troppo lontani seppe fare delle fiamme un così buon uso?"]mmmmm, e chi è questo qui?[/caption]

 

[caption id="" align="aligncenter" width="245" caption="O è Elvis?"]O è Elvis?[/caption]

 

Tornando alla Astrologia in particolare, il ragionamento non ci suggerisce altro che gli oroscopi hanno retto attraverso i secoli e ancora sono radicati come delle erbacce fetenti nella nostra società, solo perchè siamo cattivi introspettori, sia a livello di individuo che di specie. Questa "falla", che quasi sicuramente ha un significato evolutivo, spalanca la strada non solo all' astrologia, che in virtù del discorso fatto in precedenza, possiamo tranquillamente intercambiare con una qualsiasi delle molteplici arti divinatorie (fondi di the, caffè, calcare nell' acquasantiera ecc...), ma anche alla psicologia "da supermercato" che permette a Raffaele Morelli & Co di guadagnarsi la pagnotta senza rompersi la schiena dalla fatica.

A parte la questione oroscopi, l'astrologia ha una lunga tradizione e si è sviluppata in molte culture, e la molteplicità di tecniche di interpretazione non può che farci togliere il cappello di fronte alla fantasia dell' uomo, ma il dato nudo e crudo non cambia. Possiamo provare con un piccolissimo sforzo di obiettività, andando CONTRO il nostro istinto, che le previsioni astrologiche sono fuffa, poichè le informazioni che secondo questa pseudoscienza siamo in grado di trarre dagli astri, hanno la caratteristica di lasciare enormi vuoti che noi andiamo immediatamente (ed egocentricamente) a colmare.

"Ma che male fa poi l' Astrologia?"

Questa domanda merita una risposta accurata. Se la signora Pina, assidua spettatrice di Amici di Maria de Filippi e dell' Isola dei Famosi, si compra Astra per leggere il suo oroscopo, che male fa? 


Lo avete riconosciuto?


E' Ronald Raegan, presidente degli Stati Uniti dal '81 al '89. In piena Guerra Fredda, dove le due superpotenze avevano possedevano un arsenale atomico in grado di distruggere il mondo non una, ma più volte.


Quindi sostituite la pistola (finta) dell' immagine, con codici di lancio in grado di armi in grado di spazzare vie interi popoli, compreso il suo, e aggiungete il fattore che Raegan e la sua consorte erano soliti consultare astrologi, anche su questioni politiche. Ora aggiungere il fattore che Raegan è stato regolarmente eletto in modo democratico. 


La democrazia è come la scienza: non è perfetta, ma è lo strumento migliore che abbiamo. Ma se ce la vogliamo tenere stretta questa democrazia, dobbiamo imparare che non conoscere la scienza (o nel caso dell'astrologia, non saper usare il semplice buon senso) in una società dove le conquiste della scienza stessa hanno messo nelle nostre mani strumenti spaventosi in grado di sovvertirla, non può che avere tragiche conseguenze.


E allora scusatemi se mi incazzo altero, quando nella home page del quotidiano più letto d' Italia, La Repubblica, ho visto una pubblicità che ci comunicava che sintonizzandoci su Radio DeeJay, avremmo potuto ascoltare l' Oroscopo 2009 di Paolo Fox, che si è anche immolato sull'altare del dovere scrivendo pure  UN LIBRO sul argomento.


 


 




[caption id="attachment_340" align="aligncenter" width="500" caption="Paolo Fox: non vi viene voglia di prenderlo a sberle?"]non vi viene voglia di prenderlo a sberle?[/caption]

lunedì 13 ottobre 2008

Due piccioni con una fava

In modo assolutamente inaspettato, Il Corriere dell Sera, ormai noto come Il Corriere di Fatima, ha pubblicato un articolo di Christopher Hitchens, uno dei quattro cavalieri dell' Apocalisse.

L' articolo di Hitchens non è un articolo scientifico in senso stretto, ma una semplice dissertazione razionale su creazionismo ed evoluzione. La versione originale a questo link.

Ne ripropongo qui qualche stralcio, le note in rosso sono mie:
[...] Per dirla in breve, stavo guardando la fantastica serie televisiva Planet Earth («Pianeta Terra»), che vanta riprese fotografiche di altissimo livello, e si parlava delle forme di vita esistenti nel sottosuolo. Le grotte e i fiumi sotterranei rappresentano forse l' ultima frontiera inesplorata e la portata stessa delle scoperte, in particolare in Messico e in Indonesia, appare stupefacente. Si sono viste varie creature che abitano questi abissi, nel buio più totale, e sotto l' obiettivo della telecamera ho notato che queste creature - specie le salamandre - possiedono quella che chiamerei una fisionomia tipica. In altre parole, come tutti gli animali sono dotate di musi, bocca e occhi disposti nel medesimo ordine. Ma gli occhi di queste creature sono evidenziati solamente da piccoli affossamenti, o rientranze. Mentre mi sforzavo di capire il significato di questa osservazione, la voce autorevole di David Attenborough spiegava quanti milioni di anni ci sono voluti perché questi abitanti del sottosuolo perdessero l' uso degli occhi di cui avevano un tempo goduto. Se seguite anche voi l' incessante dibattito tra i sostenitori della teoria darwiniana della selezione naturale e i partigiani del creazionismo, o del «disegno intelligente», capirete immediatamente a che cosa voglia alludere. Il creazionista (definiamolo per quello che è e priviamolo del fastidioso attributo di intelligente) [Finalmente qualcuno che lo dice! Dovete sapere che in Italia invece si parla così: "L' Intelligent Design non è una teoria scientifica, però è una teoria filosofica"] parla invariabilmente dell' occhio con toni sommessi. Come ha fatto, si chiede, un organo talmente complesso ad aver percorso il lungo e accidentato cammino dell' evoluzione per raggiungere la sua attuale e magnifica versatilità? Il problema era stato enunciato correttamente da Darwin stesso, nel paragrafo «Organi di estrema perfezione e complessità» della sua opera L' origine della specie: «Supporre che l' occhio, con la sua impareggiabile capacità di regolare la messa a fuoco a distanze diverse, di consentire l' accesso di varie gradazioni di luminosità e di correggere le alterazioni sferiche e cromatiche, si sia formato grazie alla selezione naturale mi sembra, non ho timore di confessarlo, del tutto assurdo». I suoi difensori, tra cui Michael Shermer nel suo eccellente Perché Darwin è importante, si rifanno ai progressi scientifici post-darwiniani. Non si affidano a quella che potremmo chiamare «la cieca fatalità»: «Secondo quanto presuppone l' evoluzione, gli organismi moderni dovrebbero evidenziare una varietà di strutture morfologiche, dalla più semplice alla più complessa, che rispecchino un percorso evolutivo progressivo piuttosto che un atto di creazione istantanea. L' occhio umano, per esempio, è il risultato di un lungo e complicato cammino che risale a centinaia di milioni di anni fa. All' inizio forse si trattava di una semplice struttura dotata di qualche cellula fotosensibile, che forniva all' organismo le informazioni necessarie su importanti fonti di luminosità». Non andare oltre, intima Ann Coulter [N.B.: la versione americana di Rosa Alberoni, solo meno orrenda e più carismatica] nel suo ridicolo libro Senza Dio. «La domanda interessante non è: come ha fatto un occhio primitivo a trasformarsi in un occhio complesso? La domanda cruciale è piuttosto: da dove sono arrivate queste "cellule fotosensibili"?» Le salamandre di Planet Earth sembrano fornire a questo semplice profano una risposta sconvolgente a tale domanda. Gli esseri umani sono quasi programmati a pensare in termini di progresso e di curve graduali, ma sempre ascendenti, anche quando si trovano davanti all' evidenza che il passato serba tracce di grandi estinzioni di specie, tanto quanto di grandi nuovi sviluppi. Pertanto persino Shermer allude inconsciamente a un «percorso» evolutivo che punta verso il futuro. Ma che cosa si può dire delle creature che hanno fatto dietrofront, che hanno imboccato il senso opposto, passando da una vista complessa a una vista primitiva, fino a perdere del tutto l' uso degli occhi? Se qualcuno trarrà beneficio da questa indagine, non saranno certamente la Coulter e i suoi seguaci al Discovery Institute [ricordate? uno dei firmatari del Discovery Institute è Giuseppe Sermonti] dei creazionisti. Al massimo possono citare la Bibbia: «Il Signore ha dato e il Signore ha tolto». Mentre la probabilità che la cecità regressiva delle salamandre delle caverne sia un altro aspetto dell' evoluzione per selezione naturale sembra, a rifletterci, talmente palese da sfiorare la certezza matematica. Ho scritto al professor Richard Dawkins per chiedergli se mi fossi imbattuto nel germe di una nuova teoria, e ho ricevuto la seguente risposta: «Gli occhi vestigiali, per esempio, sono la prova certa che queste salamandre che vivono in ambienti sotterranei devono aver avuto antenati assai diversi da loro, in questo caso, dotati di occhi. Anche questa è evoluzione. Perché mai Dio avrebbe creato una salamandra con occhi vestigiali? Se avesse voluto creare salamandre cieche, perché non crearle prive di occhi? Perché dotarle invece di apparati oculari residuali che non servono a niente e che sembrano per l' appunto ereditati da antenati che vedevano? Forse la sua tesi ha sfumature diverse da questa, ma non penso di averla mai incontrata finora nelle pubblicazioni scientifiche». Consiglio la lettura del capitolo sugli occhi e la loro ricca e varia genesi nel libro di Dawkins Alla conquista del Monte Improbabile (Mondadori); inoltre, del capitolo intitolato «La storia del pesce cieco delle caverne», nella sua raccolta epica Il racconto dell' Antenato (Mondadori). [...]alla vecchia domanda teista, «Perché esiste qualcosa, quando potrebbe non esistere nulla?», siamo oggi in grado di controbattere citando le scoperte del professor Lawrence Krauss e altri, riguardo la futura distruzione termica dell' universo, lo «spostamento verso il rosso» evidenziato dal telescopio spaziale Hubble che mostra l' effettivo aumento nella velocità di espansione dell' universo, e la futura collisione della nostra galassia con Andromeda, che già occhieggia nel cielo notturno. Occorre pertanto riformulare la domanda: «Perché il nostro breve "qualcosa" sarà ben presto rimpiazzato dal nulla?» Solo quando saremo riusciti a scrollarci di dosso la nostra innata fiducia nel progresso lineare e a prendere atto delle innumerevoli regressioni passate e future, solo allora potremo afferrare la crassa idiozia [Ma no Chris, così vai "troppo oltre". Non lo sai? Bisogna portare rispetto ai creazionisti!] di quanti credono ciecamente alla divina provvidenza e al cosiddetto disegno divino. © Christopher Hitchens, distribuito da The New York Syndicate (Traduzione di Rita Baldassarre)

Hitchens Christopher


 



Questo è il primo piccione: una articolo che nella sua semplicità non ha mancato di fare imbestialire chi di dovere. Nel caso, si è esposto tale Giuseppe Lorizio, Teologo, del quotidiano L' Avvenire (...).


Qualche passaggio:




L'articolo di Christopher Hitchens, apparso sul Corriere della sera di giovedì scorso sulla presunta salamandra in grado di 'salvare Darwin' merita attenzione e un'attenta disanima da parte di chi crede ed intende pensare la propria fede [attenzione! hai scritto "Fede" in minuscolo!], rifiutando di riconoscersi in quella 'crassa idiozia' cui l'autore conclude a proposito di coloro che continuano a credere nella creazione e nella divina provvidenza [no, ciccio. Hitchens ha parlato di crassa idiozia a proposito di coloro che applicano la divina provvidenza e il disegno divino come spiegazione "scientifica" della diversità vivente. Ci sono credenti che non hanno difficoltà ad accettare il neodarwinismo, e questi Hitchens non li definisce crassi idioti. Inoltre vuoi ignorare che ha scritto anche "ciecamente". Questo significa null'altro che utilizzare l' artificio retorico noto come "L'uomo di paglia", cioè: un trucco retorico nel quale si attribuiscono all'avversario affermazioni che non ha fatto e poi si procede a demolirle, dando così l'impressione fasulla ma efficace di aver annientato la vera tesi avversaria. Ironicamente, cercando in google "uomo di paglia", vieve fuori tra i primi risultati il sito del mago Donascimiento del Web, cioè Luogocomune di Massimo Mazzucco, quindi la definizione l'ho copiata dal sito di Paolo Attivissimo].



Tale conclusione infatti poggia su alcuni fraintendimenti che sarà bene smascherare e che interpellano la teologia e il sapere credente.

Il primo di questi fraintendimenti teologici [oh, mio Prodigioso Spaghetto Volante! Come farà Hitchens a dormire la notte sapendo di avere frainteso la teologia!], ma anche il più madornale, consiste [rabbrividiamo] nella tesi di fondo di Hitchens. La fede infatti insegna e la teologia riflette il fatto che Dio ha creato il cielo e la terra, non le salamandre. Esse, come tutti gli altri enti che popolano l'universo sono creature, ma solo in quanto partecipano della creazione dell'universo. Con una eccezione formidabile, quella dell'uomo nella sua dimensione spirituale più profonda. Se infatti Dio avesse creato le salamandre ed ogni singola specie animale o vegetale, allora certamente avrebbe ragione chi attribuisce ai credenti un'ingenuità imperdonabile. Nella prospettiva della creazione, invece, è possibile l'accoglienza di una teoria evolutiva che -lungi dal negare l'atto iniziale e il continuo sostegno che Dio offre al mondo -può addirittura rivenire in processi evolutivi (o involutivi) come quello della perdita della vista da parte della salamandra, motivi per rivolgere uno sguardo meravigliato e riconoscente all'universo e alle sue creature. [ma siamo sicuri che in realtà i teologi non abbiano una qualche parentela con i gechi?]

da http://www.mascellaro.it/web/index.php?page=articolo&CodAmb=0&CodArt=25590


 



 

[caption id="attachment_265" align="alignnone" width="500" caption="Un teologo sorpreso a farsi una passeggiatina"]Un teologo sorpreso a farsi una passeggiatina[/caption]

 

E ora veniamo al secondo piccione.

Le pagine "scientifiche" dei nostri giornali, in Italia versano in condizioni che definire disastrose è come definire il diluvio universale (in concomitanza del quale, come è noto e verrà insegnato nelle ore di scienze a breve, Noè salvò tutti gli animali della Terra) come un acquazzone estivo.


Oggi è il turno del Corriere: ecco come appare su internet l' articolo di Hitchens:



Ora: questa non è questione di pignoleria. La sistematica è una branca impontartissima della biologia e uno dei cardini dell' evoluzione. Le salamandre sono anfibi, non rettili. Ai tempi di Darwin la parola "rettile" comprendeva rettili e anfibi, e ancora oggi la disciplina dell'erpetologia studia sia rettili che anfibi, ma le differenze sono evidentissime. In casi come questi, se non lo si sa, è sufficiente lasciare da parte inutili occhielli e limitarsi a riproporre l' articolo tale e quale. Starà alla curiosità del lettore, eventualmente documentarsi.


mercoledì 17 settembre 2008

A grande richiesta

Il sito Effedieffe era diventato temporaneamente irraggiungibile (a causa di un complotto ordito dal fantasma Formaggino). Questo ha causato una impennata di visite a questa Chiesa, con somma gioia del (inchino) Prodigioso Spaghetto Volante.

Questo mi ha spronato a terminare l' articolo su Blondet del quale ho accennato.


E così sia.


Lombroso (un altro schifoso darwinista) aveva torto sulla fisiognomica, ma prima di comprare un' automobile da uno così, io ci penso due volte. E per prima cosa gli faccio aprire il portabagagli.


 




[caption id="" align="aligncenter" width="66" caption="3,14159 "]3,14159 26535 89793[/caption]

Maurizio Blondet, già editorialista del giornale progressista e anticonformista L' Avvenire, oltre ad essere un razzista antisemita (tanto che il suo nome compare in un rapporto sull' antisemitismo in europa del 2003) ha conosciuto una nuova giovinezza grazie agli attentati terroristici dell' 11 settembre 2001(vedi post precedente), intraprendendo la strada del cospirazionismo, essenzialmente riproponendo ossessivamente, con incespicanti scopiazzature, le tesi di autori stranieri basate sull' auto-attentato. Per essere precisi (e qui ricompaiono le sue inclinazioni), per Blondet sarebbe tutta colpa degli ebrei.

Un' altra passione di Blondet, è il Creazionismo, propugnato in maniera così violenta e disonesta da attaccare schiumando di rabbia perfino le acrobazie diplomatiche e (il)logiche del Monsignor/antropologo Fiorenzo Facchini.


Il sito dal quale intraprende questa ed altre campagne antiscientifiche, essendo ormai talmente spostato mentalmente da non trovare asilo nemmeno su Il Foglio sulla carta stampata è, ormai lo sappiamo, www.effedieffe.it.


Quando si stanca di dare dello ''zingaro'' e del ''negro'' a chiunque non sia ariano almeno da 30 generazioni e non sia dedito all' uso del cilicio  e all' autoflagellazione punitiva, non manca mai di pubblicare qualche farneticante articolo creazionista applaudito dai commenti di utenti la cui levatura culturale è di poco superiore a quella di un paracarro.




[caption id="attachment_186" align="aligncenter" width="192" caption="Un tipico fan di Blondet"]Un tipico fan di Blondet[/caption]

 

Singolare è la chiara schizofrenia dell' homunculus (questa è per palati fini)da una parte porta a suo sostegno Giuseppe Sermonti, campione del fine utilizzo retorico della reductio ad hitlerium quando biascica parla dell' evoluzione, ma dall' altra Blondet è alfiere del razzismo, portando ad esempio, come argomento ad authoritatem, la recente pisciata fuori dal vaso dichiarazione di James Watson, premio Nobel per la scoperta della struttura del DNA (e ovviamente evoluzionista) che vorrebbe i neri, o come a Blondet piace defirli ''negri'', come meno intelligenti della razza bianca caucasica.

A dire il vero, è frequente questa contraddittorietà: il razzismo è diventato materia di politicamente corretto, e peraltro se c' è una cosa che può mettere definitivamente a tacere il razzismo, è l' evoluzione, che colloca la culla dell' umanità in Africa; quindi le stesse persone che fino a poco tempo prima ritenevano sacro santo che una persona di colore dovesse rispondere ''zi buana'', ora mettono da parte i loro pregiudizi per una causa ben più nobile: attaccare l' evoluzionismo, e quindi l' intera scienza, come del resto il sito di Blondet ben dimostra.


Ed ecco spuntare il Darwin razzista, sottolineando alcuni passaggi estrapolati dal proprio contesto (peraltro evidentemente incomprensibile per loro) dell' Origine dell' uomo.


Questo tipo di azione evidenzia solo la pochezza morale ed intellettuale di coloro che la perpetrano. Darwin era un uomo dell' 800, ed era un progressista ed un antischiavista, cosa a quel tempo che era quasi fantascienza.




Lettere Paoline, Efesini Cap. 6, verso 5


Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, con semplicità di spirito, come a Cristo



fonte: http://www.labibbia.org/pls/bibbiaol/GestBibbia.Ricerca?Libro=Efesini&Capitolo=6#VER_5


Senza contare che Darwin riconobbe subito che gli uomini erano un' unica specie, quando l' eurocentrismo faceva sì che, invece, il colore della pelle venisse ideologicamente giudicato come carattere sufficiente a decretare una subumanità crescente nel verso dell' aumento di melanina.


Inoltre, se anche Darwin non fosse stato, per assurdo, il grande uomo che i normodotati riconoscono, le sue scoperte sono supportate da montagne di prove provenienti da ogni disciplina. È questo quello che conta.


Immaginate che dilemma deve essere ogni volta per Blondet, e per il suo alter ego islamico Harun Yahia scegliere tra razzismo, antisemitismo, complottismo e creazionismo. In realtà i dilemmi albergano di norma solo in coloro che hanno un briciolo di razionalità, quindi Maurizio riesce tranquillamente ad essere razzista, antisemita e creazionista. Ovviamente a Blondet, per le proprie esternazioni antiscientifiche, viene puntualmente elargito il giusto plauso, oltre che dai commentatori, anche dal think (si fa per dire) tank dei marines di Cristo che parassitano la rete. Ecco un esempio dal sito Liberta e Persona, uno dei bracci meglio armati (di buone intenzioni chiaramente) del fanatismo cattolico ultradestrorso.


Interessante il passo ripreso dai liberi personaggi: anche qui spunta la boiata del secondo principio. E dire che tra i libertini spicca anche un supposto biologo. Forse era ammalato quando hanno insegnato fisica di base.   


 




[caption id="" align="aligncenter" width="230" caption="Il mappamondo presente nel locale delle riunioni di redazione (garage di Blondet) di Effedieffe"]Il mappamondo presente nel locale delle riunioni di redazione (garage di Blondet) di Effedieffe[/caption]

sabato 23 agosto 2008

Ho visto la Luce

[caption id="attachment_105" align="aligncenter" width="331" caption="La copertina di un libro di testo in preparazione per il prossimo anno"][/caption]

Ho notato negli ultimi giorni una impennata di visite a questa Chiesa Italiana del Prodigioso Spaghetto Volante.

Ho scoperto che la motivazione sta nel tag che ho inserito, cioè Lucetta Scaraffia.

Perchè l' impennata di visite si è verificata ora? Molto semplice: la risposta sta nella riapertura delle scuole, poichè la Scaraffia è autrice di libri scolastici.

Il mio post in cui appare il suo nome è questo, dove invio un cortese un messaggio collettivo per mezzo di uno slogan:

SCIENCE: it works, bitches.


La ragione per cui Lucetta appare nei destinatari del messaggio, è che costei è una fervente antievoluzionista e creazionista.


I creazionisti sono anche divertenti, a volte. Un po' come tutta quella schiera di personaggi da bar, un po' stereotipi e un po' no, così ben descritti da Stefano Benni nel suo immortale Bar Sport.


Sono un po' gli scemi del villaggio globale.


Il problema insorge solo quando questi scemi abbandonano i bar e i saloni delle parrucchiere e diventano in grado di spargere il verbo della propria crassa ignoranza.


L' apice della beffa, è quando persone come la Scaraffia, che già allungano le loro tozze manine sull' istruzione dei giovani, diventano pure membri di organi dello Stato in ambiti in cui la loro competenza è dell' ordine di grandezza di quella che ha l' Orso Yogy in musica dodecafonica.


Siate orgogliosi che una concubina di Torquemada faccia parte del nostro cosiddetto Comitato Nazionale di Bioetica.


W l' Italia


 

martedì 12 agosto 2008

@

Rino Camilleri, Francesco Agnoli, Maurizio Blondet, Giuseppe Sermonti, Massimo Mazzucco, Lucetta Scaraffia, Umberto Fasol, Rosa Alberoni, Padre Livio, Giuliano Ferrara, Il Foglio & Co.

mercoledì 6 agosto 2008

Scienza vs Religione




Trovata sul web




Science and religion are trapped in a dark room and they can't see anything.
Science: Uh hello, is anyone here?
Religion: Hey man, my name is religion. What's up?
Science: Oh hey, my name is science. Man it's dark, I wonderwhat's in this room.
Religion: You didn't know? This room is filled with dragons.
Science: Haha, bullshit.
Religion: Don't question me faggot, I've been in here longer then you, I should know what's in this room.
Science: Oh well I just remembered I have a flashlight in my backpack.
Religion: Oh, uhh... You don't have to turn that on, uhhh... I already told you what is in the room so there is no need for your flashlight.
Science: I just want to see what's in the room.
Religion: Dude don't, you'll piss off the dragons.
Science turns on the flashlight.
Science: Where are the dragons?
Religion: Fuck you!


Traduzione (libera):




Scienza e Religione sono intrappolate in una stanza al buio e non possono vedere nulla


Scienza: Ehi, c' è nessuno qui?


Religione: Ehi amico, mi chiamo Religione, che succede?


Scienza: Oh, ciao. Sono Scienza. Che buio..., mi piacerebbe sapere cosa diavolo c' è in questa stanza


Religione: Non lo sai? Questa stanza è piena zeppa di draghi.


Scienza: ah ah...stronzate...


Religione: Senti finocchio, non mi contraddire, sono qui da mooooolto più tempo di te, e quindi so benissimo cosa c'è in questa stanza.


Scienza: Aspetta, mi sono appena ricordato di avere una torcia nello zaino.


Religione: Oh...ehmm... non c' è bisogno che la accendi sai? uh..ti ho già detto cosa c'è nella stanza, quindi non c' è nessun bisogno della tua torcia.


Scienza: Voglio solo vedere cosa c' è nella stanza...


Religione: Non farlo! Farai arrabbiare i draghi!


Scienza accende la torcia


Scienza: dove sono i draghi?


Religione: Vaffanculo!













lunedì 4 agosto 2008

Assaggio

Ho ceduto alla debolezza.

Ho lasciato un paio di commenti sotto l' ultima eiaculazione antievoluzionista del prode Maurizio Blondet.

[caption id="attachment_60" align="aligncenter" width="240" caption="Maurizio Blondet"]Maurizio Blondet[/caption]

Stavo visionando la sua discarica di fanatismo on-line Effedieffe proprio perchè sto preparando un post aticolato a proposito.

Il mio primo commento è stato, semplicemente, un link a questo video.







Ovviamente non è sfuggito alla sagace moderazione della redazione ed è stato debitamente cassato.

[caption id="attachment_62" align="aligncenter" width="300" caption="La redazione di Effedieffe"]La redazione di Effedieffe[/caption]

Invito alla lettura soprattutto dei commenti, dove si scopre il multiforme ingegno della maggior parte degli utenti che contribuiscono alle finanze e all'autostima di Blondet.

to be continued.....

sabato 12 luglio 2008

Lisa e il Creazionismo

I Simpson, definito dal Stephen Hawking come il miglior show mai trasmesso in TV, non di rado tocca specifici e scottanti temi sociali.

Il Creazionismo rampante è uno dei più abietti prodotti dell' imbarbarimento culturale, e gli autori dello show, peraltro in gran parte di formazione scientifica, non potevano non occuparsene.

Ecco alcuni spezzoni di una delle più memorabili puntate.



















Se i creazionisti non avessero alcun potere in termini di pressioni e intimidazioni influenza sul sistema educativo, e non tentassero reiteratamente la sodomia mentale l' indottrinamento delle menti dei bambini, sarebbero non solo innocui, ma genuinamente divertenti, a patto che abbiate un po' di gusto per l' orrido.

[caption id="" align="aligncenter" width="420" caption="Un noto creazionista"]Un noto creazionista[/caption]

Nota: a proposito di Simpson e scienza, segnalo La scienza dei Simpson. Guida non autorizzata all' Universo in una ciambella.

giovedì 10 luglio 2008

I Cavalieri dell' Apocalisse

L' Apocalisse di Giovanni, meglio nota come "barile da raschiare quando non si hanno idee per sceneggiature decenti di film dell' orrore", parla di quattro Cavalieri che che daranno inizio alla fine del Mondo (Link).

Sono forse questi i cavalieri dell' apocalisse?

[caption id="" align="aligncenter" width="455" caption="Quattro malefici RAZIONALISTI. Notate la evidente mancanza di umanità e la violenza dipinta sui loro empi volti. "]4 horsemen[/caption]

Quattro intellettuali anglosassoni colpevoli del contemporaneo successo planetario dei loro ultimi libri?

Da sinistra a destra:

Cristopher Hitchens, Daniel Dennett, Richard Dawkins e Sam Harris si sono dati appuntamento a settembre del 2007, a casa dello stesso Dawkins, per discutere delle loro idee e dell' impatto dei propri libri, nei quali, che sfrontati, hanno osato attaccare le religioni in termini di antitesi alla ragione umana (e alla sopravvivenza: ci sarà una RAGIONE se gli atei non fanno schiantare gli areoplani contro i grattacieli, no?). Addirittura sostengono che la religione stessa non sia altro che una fenomeno poco ultra e molto terreno, da noi stessi creato! Ma che fantasia...

[caption id="" align="aligncenter" width="400" caption="un omaggio dal Professor Farnsworth"][/caption]

I quattro infami, hanno anche avuto l' ardire di filmare le loro abominevoli farneticazioni.

Ecco i video:

[googlevideo=http://video.google.com/videoplay?docid=-869630813464694890]

[googlevideo=http://video.google.com/videoplay?docid=-225595257312538919]