giovedì 18 dicembre 2008
UDITE UDITE!
Gentile rompiscatole durante il giorno (vedi pagina Camicie di forza cercansi), ma durante la notte...
TA-DAN!
Antimaterialista!
Guardate il video, e ditemi se non ho ragione.
L'alternativa è che i moderni creazionisti nostrani siano tutti uguali, una squadra di macchine da retorica alimentate a copie de Il Foglio e a regolari visite a Effedieffe, Santaruina, Luogocomune ecc...ecc... (non ho tutta la sera, devo andare a spargere scie chimiche)
[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=N2Ygpa8Wxcg]
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Aggiornamento:
La Sindrome da Sentimenti Offesi, colpisce ogni anno migliaia di persone. Recentemente si è manifestata anche in Anty/Amicidisermonti, che ha pensato di privarci della propria superba saggezza eliminando il video soprastante.
Iniziava così:
"Vivvoglio raccontare una favvola. Questa favvola è, la teoria dell' evvolluzione"
Peccato, in molti non sapranno come è andata a finire.
lunedì 10 novembre 2008
Compost
Potete credermi: se sapessi come si può fare a leggere gli articoli di effedieffe gratis, lo direi senza indugi. In effetti, anche io mi sono posto il problema, e la cosa più semplice che mi è venuta in mente, è stato vedere se qualche anima pia aveva salvato gli articoli del nostro prode e li aveva messi in condivisione tramite il malefico programma Emule. Se qualcuna di queste anime pie mi sta leggendo, lo invito ad agire in questo senso, in modo che anche noi taccagni si possa aqqulturircy con il pensiero del Sommo Blondet. Su Emule, oltre ad articoli antecedenti al passaggio da delirio gratuito a delirio a pagamento, ho trovato un url. Cliccando, sono stato catapultato a questa pagina. L'articolo, se così si può chiamarlo, si intitola: "L'evoluzionismo degli ignoranti". L'ho letto, e ho deciso di fare una cosa molto politicamente corretta, in un certo senso di ecologia culturale. Con molta fantasia, possiammo definire il pensiero di Blondet come un accrocco di materia organica di scarto. Di sicuro è puzzolente e brutta da vedere, ma non è detto che non si possa ricavarne qualcosa. Quindi ora mi accingo, tramite i miei commenti in rosso, a cercare di cavare fuori il sangue da una rapa, una testa di rapa. Facciamo un po' di compost L'evoluzionismo degli ignoranti by Maurizio Blondet
Varie osservazioni di lettori più o meno ostili (ma pensa...) mi obbligano a tornare sul tema dell'evoluzionismo e della teoria (ha ha!) che vi si oppone, «intelligent design» (non «creazionismo») (nooooooooooooooooo).A questo mi spinge anche un senso di pietà. C'è in giro una incredibile ignoranza, colpa della cosiddetta pubblica istruzione (sono d'accordo), del fatto che ormai, senza fabbriche e industrie, la gente è lontana dalla tecnica e dal modo di pensare scientifico (un operaio della Breda anni '50 sapeva più di fisica che un bocconiano (e magari anche più di te che usi il II principio a tuo comodo), e della superficialità che è il modo di vita della massa umana.
Per esempio.
Un tizio su Indymedia, fra vari insulti al mio indirizzo, crede di aver trovato la prova che mi smentisce: «e i microbi? I microbi che acquistano la resistenza agli antibiotici?».
Eh sì, siamo a questo.
Sfugge completamente al tizio il fatto che la resistenza agli antibiotici non rende i microbi né diversi né evoluti: sono i soliti microbi.
La capacità di acquisire resistenza è scritta nel loro codice genetico fra gli altri caratteri. (ecco, vedete cosa vuol dire essere degli arroganti? Il "codice genetico" è semplicemente il codice grazie al quale vengono sintetizzate le proteine, dove a una certa tripletta di nucleotidi tradotti dal DNA in RNA corrisponde un aminoacido. Un "gene" è un segmento di DNA il cui prodotto in RNA contiene le istruzioni per formare una proteina a partire dagli aminoacidi.
Il codice è riassunto in questa immagine, i nomi degli aminoacidi appaiono sulla destra, le lettere indicano i nucleotidi della tripletta.
[caption id="" align="aligncenter" width="492" caption="Il codice genetico"]
E' chiaro, se mai qualcuno avesse dei dubbi, che Blondet parla a vanvera, come un vecchio al Bar dello Sport: nel codice non c'è scritto che come acquisire la resistenza agli antibiotici, nè altro. Il codice, come dice la parola, è un codice e basta. Blondet vaneggia, come al solito.
E' come pretendere che una bella ragazza al sole, la cui pelle si abbronza per difendersi dai dannosi raggi solari, si «evolve». (notoriamente poi l'abbronzatura è in grado di trasmettersi alla prole)
Evoluzione è, per gli evoluzionisti, ben altra cosa: il passaggio da una specie inferiore ad una superiore, dal rettile all'uccello, da quello al mammifero (per gli evoluzionisti, cioè per i biologi, cioè per la scienza, dai rettili derivano uccelli E mammiferi, pezzo di cretino)
Dalla coppia di scimpanzé o di australopitechi, nasce un bambino umano (per questo rimando a un post dedicato all' amico Rino Cammilleri: sono forse compagni di merenda?)
Le modeste variazioni osservate da Darwin (poveretto, non sapeva ancora nulla del DNA) in animali confinati in qualche isola del Pacifico per selezione naturale «non» sono evoluzione: sono variazioni all'interno della specie fissa. (tua nonna)
L'esempio spesso citato dai fanatici del darwinismo, quello delle falene che in Inghilterra sono più scure per nascondersi meglio nel paesaggio annerito da fumi industriali (tra l'altro è un falso: si tratta di un esperimento fatto con falene morte incollate agli alberi, per vedere quante ne mangiavano gli uccelli), «non» è evoluzione.
Non si è mai constatato un solo passaggio da una specie a un'altra. (ah no? questa è fresca fresca:
http://www.pikaia.eu/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=283&Code=Pikaia&ST=SQL&SQL=ID_Documento=4094)
Il famoso «anello mancante», continuamente «scoperto», è stato continuamente smentito: dall'archeopterix al pitecantropo al Longisquama (dinosauro pennuto, scoperto falso) all'uomo di Piltdown (altro falso), tutti sono stati bocciati come anelli mancanti. (povero pirla: in pratica ogni fossile è un "anello mancante":
http://www.transitional-fossil.com/
E' sufficiente questo?)
La paleontologia trova, negli strati fossili, processi del tutto diversi dall'evoluzione.
Constata periodiche esplosioni di forme viventi, a cui seguono massicce estinzioni. (tutte cose che, notoriamente, confutano l'evoluzione)
Tra l'altro (breve parentesi) il passaggio evolutivo a forme di vita «superiori», grazie al caso e alla selezione naturale, contrasta con il «secondo principio della termodinamica».
In base a questo principio, il caso aumenta l'entropia, non la diminuisce. (eccolo qui...)
Se prendete un boccale con uno strato di palline bianche e sopra uno strato di palline nere, e agitate bene, in breve le palline si mescoleranno: entropia, il degrado irreversibile di ogni e qualunque ordine.
Se sperate di riuscire, a forza di agitare, a rimettere i due strati di palline come erano prima, potete agitare il boccale per millenni: «mai più» le palline torneranno in ordine.
Per farlo, dovete gettare le palline sul tavolo e fare una cernita, facendo due mucchietti, uno bianco e uno nero.
Questo si chiama «aggiungere informazione» al sistema, ed è un intervento «esterno e intelligente». (Blondet ci sta dicendo che non è in grado di dividere un insieme di palline in due sottoinsiemi di diverso colore. Ho spiegato quanto si deve essere ignoranti per usare il secondo principio della termodinamica per confutare l'evoluzione in questo post)
C'è persino un biologo (un biologo che parla di evoluzione? Strano) che mi oppone: altro che complessità irriducibile, il sangue delle lamprede («primitive») ha un'emoglobina di una sola catena proteica, mentre ogni altro animale ha emoglobina a quattro catene. (non commento qui perchè il bello è dopo)
Una vera fesseria.
Il punto è che la lampreda, come tutti i suoi pari (ciclostomi) non è più «primitiva» di un pesce fornito di mascelle.
E' solo che, perfettamente adattata (da chi?) al suo ambiente (nicchia ecologica) non ha bisogno di un sangue più sofisticato; stando ferma aggrappata a uno scoglio (sta tutta la vita attaccata a uno scoglio? Le lamprede sono ectoparassiti, in genere), non consuma l'ossigeno di cui ha bisogno un ghepardo, o un tonno.
Poi ci sono animali fantastici, inspiegabili da alcuna teoria.
Il limulus, una specie di granchio (ma è parente degli aracnidi) (ah si? E' parente? In che senso è parente? Volevi dire affine, vero? Ma ti sei confuso. Lapsus?), il cui sangue non è rosso ma blu: perché non è basato sul ferro (emoglobina è ferro, e si lega all'ossigeno ossidandosi), ma sul rame. Quale scopo funzionale ha questo unico sangue a base di rame? (la butto lì: a respirare? Il limulo possiede emocianina al posto di emoglobina. E non è affatto un caso isolato. La possiedono anche molluschi e artropodi, cioè il phylum di cui fa parte il limulo)
Non si sa.
Il limulus, «primitivo» come nessun altro (viene ritenuto vicino agli estinti trilobiti), ha anche una vista ad intensificazione di luce: di notte, la sua acuità visiva aumenta di 2000 volte.
Che se ne fa? (boh?)
Non si sa.
In ogni caso non sembra un carattere primitivo. (Mah...)
Un altro mi accusa di aver usato «darwinismo» al posto di «evoluzionismo».
Vero.
Il darwinismo era la teoria mitologica iniziale, quella che vedeva la «lotta per l'esistenza». L'evoluzionismo sofisticato ha abbandonato il concetto di «lotta per l'esistenza».
Ora la sopravvivenza del più adatto non significa la sopravvivenza del più aggressivo; è la sopravvivenza di colui «che riesce a passare i suoi geni alla progenie».
La vita non fa più la guerra, fa l'amore: l'ideologia si evolve con la cultura corrente.
La cosa è ripetitiva.
(mi viene da piangere. Il darwinismo consisterebbe nella prevalenza del più aggressivo? FSM mio dammi la forza!)
Stephen J. Gould, in quanto marxista, ha abbandonato il mito evoluzionista dei piccoli graduali miglioramenti per gli «equilibri puntuati»: esplosione improvvisa di nuove specie, senza transizione (Gould era un paleontologo).
Insomma, il riformismo liberale alla Darwin (concorrenza, lievi miglioramenti) diventa, per Gould, la «rivoluzione» leninista, il passaggio immediato ad un nuovo ordine, ovviamente superiore. Purtroppo, i suoi amici evoluzionisti hanno definito Gould «il Gorbaciov del darwinismo»: nei suoi tentativi di salvare il mito scientistico, lo ha distrutto, come Gorby ha distrutto il comunismo sperando di riformarlo.
Presa alla lettera, la teoria di Gould direbbe: un bel giorno, da due rane (anfibi) è nato un rettile; un altro giorno, da due rettili è nato un uccello; ancora più avanti, da una coppia di uccelli un mammifero, o un marsupiale.
E da due scimmie, un bambino umano.
Una catena di miracoli mai constatati, da far impallidire d'invidia ogni creazionista biblico.
(ridere o piangere?)
Un altro mi oppone: «e il Neanderthal?».
Constato desolato che ancora c'è chi crede - a questo punto è la cultura scientifica (quando si diche l'arroganza) - che il Neanderthal sia un antenato primitivo dell'Homo Sapiens Sapiens (sapiens in minuscolo).
Invece era un cugino, un collaterale.
Non è venuto «prima» dell'uomo, ha convissuto con l'uomo per millenni. (E' vero, il Neanderthal era nostro cugino, ma non mi risulta che anche prima delle prove molecolari, sia stato ritenuto nostro antenato. Le sole prove paleontologiche bastano da tempo a collocare la culla dell'umanità in Africa)
I presunti antenati dell'uomo mostrati nelle enciclopedie dei ragazzi e nei documentari della CNN sono, come sanno bene gli addetti ai lavori, dei collaterali.
L'albero genealogico umano non è un albero, ma un cespuglio con tanti rami alla base. (quindi?)
Il Neanderthal era un vero uomo, con un tallone di Achille: era specializzato.
Aveva un odorato fantastico, che ne faceva un grande cacciatore.
L'uomo che è sopravvissuto (il Sapiens) non è specializzato. Il che significa che non è tutt'uno con una precisa nicchia ecologica, che spazia in ogni ambiente.
(Ora inizia il delirio finale)
L'uomo ha uno strano carattere, quello della neotenia: mantiene in modo permanente caratteri infantili, che anche i primati (gorilla e scimpanzé) hanno, ma solo per poche settimane d'infanzia. Fronte bombata, poco pelo, faccia verticale, lineamenti fini, denti deboli.
E niente zanne, artigli, corna e coda.
Indifeso: ed è per questo che è sopravvissuto.
Le creature super-difese, «specializzate»; sono legate al loro ambiente.
Le scimmie quadrumani (così si arrampicano sugli alberi) alla foresta tropicale.
Portatele al di là dei Tropici, e si ammalano di tubercolosi.
Le giraffe, sono specializzatissime.
Animali «primitivi» ed «evoluti», lamprede, dinosauri e picchi, non sono mai imperfetti, non hanno organi incipienti e incompleti.
Sono tutti perfetti, ossia perfettamente inseriti nella loro nicchia ecologica.
Ma basta che la nicchia ecologica cambi (per ragioni climatiche, magari) e gli specializzati si estinguono, i non specializzati vivono.
La maggior specializzazione della scimmia rispetto all'uomo fa dire a Sermonti il paradosso (molto serio) che la scimmia è «posteriore» all'uomo, è il discendente dell'uomo; non suo padre, ma suo nipote.
Se i due hanno un antenato comune, questo ipotetico antenato non doveva ancora essere fornito degli apparati specializzati della scimmia; doveva essere, come l'uomo, un essere «infantile», non quadrumane, senza coda, senza pelo, senza zanne, eretto, non ancora pre-determinato per una precisa nicchia ecologica.
Un uomo è la scimmia più «primitiva». L'uomo è più vicino all'origine.
Non m'illudo di aver convinto.
Mi limito a rimandare chi volesse ancora interloquire al mio libro, «L'Uccellosauro ed altri animali» (Effedieffe) in cui ho esposto tanti elementi che la brevità, qui, mi vieta. (N.B: codesto "libro" è inserito nella "bibliografia" di un "articolo" ad opera del famigerato Francesco Agnoli, che ho inserito nella pagina apposita Camicie di forza cercansi).
Ma prima di interloquire, molti dei miei interlocutori dovrebbero interrogarsi su se stessi: da dove viene la rabbia, l'odio con cui difendono l'evoluzionismo?
La furia personale, il disprezzo, con cui attaccano chi gli propone (non gli impone) un'altra ipotesi? L'odio non è mai un segno di alta evoluzione.
L'odio per le idee nuove e mai sentite prima è un sintomo di involuzione gravissima: che denuncia la discesa dal livello umano - l'uomo che sopravvive è aperto alle idee, la sua «nicchia ecologica» non è la natura, ma la cultura, non il mondo esterno, ma l'interiore, dove progetta, sogna e rinnova - verso quello entomologico.
Le formiche non hanno bisogno di idee nuove, perché fanno tutto sempre allo stesso modo da milioni di anni.
Se una formica volesse dire una cosa diversa, il formicaio la aggredirebbe come un «intruso».
Temo infatti che questo sia il destino dell'uomo ultimo: ci stiamo trasformando in un formicaio, vogliamo diventare api e formiche.
L'involuzione della specie.
[caption id="attachment_348" align="aligncenter" width="507" caption="Blondet, soddisfatto delle sue sagaci argomentazioni"]
Mi spiace, credo che il mio esperimento non sia andato a buon fine. Blondet è irriciclabile.
mercoledì 17 settembre 2008
A grande richiesta
Questo mi ha spronato a terminare l' articolo su Blondet del quale ho accennato.
E così sia.
Lombroso (un altro schifoso darwinista) aveva torto sulla fisiognomica, ma prima di comprare un' automobile da uno così, io ci penso due volte. E per prima cosa gli faccio aprire il portabagagli.
[caption id="" align="aligncenter" width="66" caption="3,14159 "]
Maurizio Blondet, già editorialista del giornale progressista e anticonformista L' Avvenire, oltre ad essere un razzista antisemita (tanto che il suo nome compare in un rapporto sull' antisemitismo in europa del 2003) ha conosciuto una nuova giovinezza grazie agli attentati terroristici dell' 11 settembre 2001(vedi post precedente), intraprendendo la strada del cospirazionismo, essenzialmente riproponendo ossessivamente, con incespicanti scopiazzature, le tesi di autori stranieri basate sull' auto-attentato. Per essere precisi (e qui ricompaiono le sue inclinazioni), per Blondet sarebbe tutta colpa degli ebrei.
Un' altra passione di Blondet, è il Creazionismo, propugnato in maniera così violenta e disonesta da attaccare schiumando di rabbia perfino le acrobazie diplomatiche e (il)logiche del Monsignor/antropologo Fiorenzo Facchini.
Il sito dal quale intraprende questa ed altre campagne antiscientifiche, essendo ormai talmente spostato mentalmente da non trovare asilo nemmeno su Il Foglio sulla carta stampata è, ormai lo sappiamo, www.effedieffe.it.
Quando si stanca di dare dello ''zingaro'' e del ''negro'' a chiunque non sia ariano almeno da 30 generazioni e non sia dedito all' uso del cilicio e all' autoflagellazione punitiva, non manca mai di pubblicare qualche farneticante articolo creazionista applaudito dai commenti di utenti la cui levatura culturale è di poco superiore a quella di un paracarro.
[caption id="attachment_186" align="aligncenter" width="192" caption="Un tipico fan di Blondet"]
Singolare è la chiara schizofrenia dell' homunculus (questa è per palati fini): da una parte porta a suo sostegno Giuseppe Sermonti, campione del fine utilizzo retorico della reductio ad hitlerium quando biascica parla dell' evoluzione, ma dall' altra Blondet è alfiere del razzismo, portando ad esempio, come argomento ad authoritatem, la recente pisciata fuori dal vaso dichiarazione di James Watson, premio Nobel per la scoperta della struttura del DNA (e ovviamente evoluzionista) che vorrebbe i neri, o come a Blondet piace defirli ''negri'', come meno intelligenti della razza bianca caucasica.
A dire il vero, è frequente questa contraddittorietà: il razzismo è diventato materia di politicamente corretto, e peraltro se c' è una cosa che può mettere definitivamente a tacere il razzismo, è l' evoluzione, che colloca la culla dell' umanità in Africa; quindi le stesse persone che fino a poco tempo prima ritenevano sacro santo che una persona di colore dovesse rispondere ''zi buana'', ora mettono da parte i loro pregiudizi per una causa ben più nobile: attaccare l' evoluzionismo, e quindi l' intera scienza, come del resto il sito di Blondet ben dimostra.
Ed ecco spuntare il Darwin razzista, sottolineando alcuni passaggi estrapolati dal proprio contesto (peraltro evidentemente incomprensibile per loro) dell' Origine dell' uomo.
Questo tipo di azione evidenzia solo la pochezza morale ed intellettuale di coloro che la perpetrano. Darwin era un uomo dell' 800, ed era un progressista ed un antischiavista, cosa a quel tempo che era quasi fantascienza.
Lettere Paoline, Efesini Cap. 6, verso 5
Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, con semplicità di spirito, come a Cristo
fonte: http://www.labibbia.org/pls/bibbiaol/GestBibbia.Ricerca?Libro=Efesini&Capitolo=6#VER_5
Senza contare che Darwin riconobbe subito che gli uomini erano un' unica specie, quando l' eurocentrismo faceva sì che, invece, il colore della pelle venisse ideologicamente giudicato come carattere sufficiente a decretare una subumanità crescente nel verso dell' aumento di melanina.
Inoltre, se anche Darwin non fosse stato, per assurdo, il grande uomo che i normodotati riconoscono, le sue scoperte sono supportate da montagne di prove provenienti da ogni disciplina. È questo quello che conta.
Immaginate che dilemma deve essere ogni volta per Blondet, e per il suo alter ego islamico Harun Yahia scegliere tra razzismo, antisemitismo, complottismo e creazionismo. In realtà i dilemmi albergano di norma solo in coloro che hanno un briciolo di razionalità, quindi Maurizio riesce tranquillamente ad essere razzista, antisemita e creazionista. Ovviamente a Blondet, per le proprie esternazioni antiscientifiche, viene puntualmente elargito il giusto plauso, oltre che dai commentatori, anche dal think (si fa per dire) tank dei marines di Cristo che parassitano la rete. Ecco un esempio dal sito Liberta e Persona, uno dei bracci meglio armati (di buone intenzioni chiaramente) del fanatismo cattolico ultradestrorso.
Interessante il passo ripreso dai liberi personaggi: anche qui spunta la boiata del secondo principio. E dire che tra i libertini spicca anche un supposto biologo. Forse era ammalato quando hanno insegnato fisica di base.
[caption id="" align="aligncenter" width="230" caption="Il mappamondo presente nel locale delle riunioni di redazione (garage di Blondet) di Effedieffe"]
sabato 6 settembre 2008
Oh, no!
da martedì 9 settembre, Effedieffe (di cui ho già parlato qui) diventa riservato ai soli abbonati.
FABIO DE FINA
Da oggi il giornale on-line, diretto da Maurizio Blondet, passa dall’accesso libero e gratuito all’ingresso riservato agli abbonati.
Precisando che l’idea del giornale a pagamento è stata più volte sollecitata da un buon numero di lettori proponiamo50,00 euro all’anno [0,13 centesimi al giorno; 0,91 centesimi alla settimana] per un abbonamento ordinario; 100,00euro all’anno per un abbonamento sostenitore [0,27 centesimi al giorno];200,00 euro all’anno per un abbonamento benemerito [0,41 centesimi al giorno]; 365,00 euro all'anno per l’abbonamento benefattore [1,00 euro al giorno]
Sostenerci economicamente non significa solo accedere al giornale on-line, di cui rimarrà comunque l’ingresso alla home page ed alla libreria Ritorno al reale, ma significa anche permetterci di stampare nuovi libri, di ristampare libri esauriti, di arricchire notevolmente la nostra libreria con l’acquisto, alle migliori condizioni, di testi di cui condividiamo il contenuto, di organizzare convegni, di retribuire i collaboratori, etc.
Che dire ragazzi? Affrettiamoci! Servono fondi per pubblicare il Malleus Maleficarum 2, ovvero l' Inquisizione nell' era di Internet (Non farti trovare impreparato al prossimo Armageddon!)
Contribuite con un sorriso! Accettano anche protesi dentarie in oro (ma poi vi riesce più difficile sorridere), fedi della nonna, tubi di rame e cibarie vicine alla scadenza.
E ora sentiamo il commento di Maurizio (le note in rosso sono mie).
Concordo con il progetto di EFFEDIEFFE di mettere il sito a disposizione solo di lettori abbonati. Con qualche preoccupazione, è ovvio, perchè la gratuità è stata fino ad oggi la forza di internet e della sua potenza informativa (e disinformativa). Ma da quattro anni diamo informazioni gratis, ricevendone ringraziamenti ma anche insulti - è il caso di dirlo - più che “gratuiti”, soprattutto nella sezione “commenti”, che tra l’altro prolifera e rischia di diventare ingovernabile (come mi dispiace...). In quattro anni, questo è diventato un vero, gravoso e duro lavoro, frutto di qualità professionali preziose, ma non retribuite, che impegna a tempo pieno più persone, specialmente i bravissimi redattori e gestori del sito (non retribuite? E la pubblicità cos' è, tappezzeria decorativa?). Dunque, se i nostri migliori lettori non saranno sensibili al nostro appello, senza abbonati e sostenitori questo sito dovrà presto, se non chiudere, ridurre di molto la sua presenza: non più informazioni quotidiane, non più commenti, scarse prospettive di sviluppo. E’ inevitabile (Diavolo, non essendo superstizioso, non ho nemmeno la soddisfazione di incrociare le dita. Dal canto loro, saranno già lì a flagellarsi invocando il Signore degli Eserciti). Quanto a me, ciò che mi attira di più è la possibilità di selezionare lettori motivati. Escludendo la quantità, rilevante, di interlocutori casuali che petulanti, disinformati, superficiali, litigiosi, malevoli entrano ogni giorno nel nostro orticello per sporcarlo, per scrivere sui muri e per orinare sopra la nostra fatica (...). Questi di sicuro non si abboneranno (a scuola lo chiamavano Einstein per questi lampi di genio. Ma lui si arrabbiava perchè Einstein era uno spoco ateo di radici ebraiche). Saremo almeno più calmi. Maurizio Blondet e il mio amico immaginario Rosafante
Quanto a me, mi sto dando da fare per salvare in pdf i migliori aborti ospitati nella sezione scienza di questo strano animale (Blondet, non il Rosafante) |
lunedì 4 agosto 2008
Assaggio
Ho lasciato un paio di commenti sotto l' ultima eiaculazione antievoluzionista del prode Maurizio Blondet.
[caption id="attachment_60" align="aligncenter" width="240" caption="Maurizio Blondet"]
Stavo visionando la sua discarica di fanatismo on-line Effedieffe proprio perchè sto preparando un post aticolato a proposito.
Il mio primo commento è stato, semplicemente, un link a questo video.
Ovviamente non è sfuggito alla sagace moderazione della redazione ed è stato debitamente cassato.
[caption id="attachment_62" align="aligncenter" width="300" caption="La redazione di Effedieffe"]
Invito alla lettura soprattutto dei commenti, dove si scopre il multiforme ingegno della maggior parte degli utenti che contribuiscono alle finanze e all'autostima di Blondet.
to be continued.....
